Il ricordo dell’avvocato Busia
La figura del penalista scomparso messa in risalto in un convegno dell’Ordine
NUORO. La figura di Antonio Busia, avvocato penalista nuorese scomparso nel 2012, è stata ricordata dall’Ordine degli avvocati di Nuoro, nel corso di un convegno organizzato dalla Scuola forense nuorese che si è tenuto nell’auditorium della Camera di commercio. Tema della conferenza: «Il garantismo penale alla luce del principio dell’oltre ogni ragionevole dubbio», relatori sono stati il penalista Gianni Sannio, Giacomo Fumu, già Procuratore della Repubblica a Perugia e ora componente del comitato direttivo della Scuola superiore della magistratura e Rocco Blaiotta, consigliere della IV Sezione penale della Corte di Cassazione. Al convegno erano inoltre presenti la moglie e i parenti dell’avvocato Busia.
«Antonio Busia – ha detto Priamo Siotto, presidente dell’Ordine degli avvocati di Nuoro – è stato un vero maestro, sempre proteso alla difesa dei diritti dell’imputato. Ai principi del garantismo, Antonio Busia ha dedicato la sua intera vita professionale. Non tollerava nessuna forma di abuso, da chiunque arrivasse. Un grande penalista».
«Più passa il tempo e più sento la mancanza di un vero amico, oltre che di un grande collega – ha ricordato in apertura del suo intervento l’avvocato Gianni Sannio, che con Antonio Busia è stato protagonista nelle aule dei tribunali di tutta Italia in processi di grande levatura, formando una coppia affiatata e rispettata dai colleghi e dai giudici per la loro competenza, preparazione e professionalità –. Il principio dell’oltre ragionevole dubbio è di matrice angloamericana – ha poi spiegato l’avvocato Sannio entrando nel tema della conferenza dopo aver ricordato con commozione l’amico –. È stato introdotto nell’ordinamento giuridico italiano nel 2006. Un aspetto fondamentale è il tema in base al quale ogni imputato non è considerato colpevole fino alla definitiva condanna. L’introduzione di questo criterio nell’ordinamento italiano non è stata priva di riflessi pratici, sollevando numerosi interrogativi». Un tema così importante e discusso è stato ampiamente sviscerato nel corso degli interventi dei relatori. «Si deve entrare nel processo penale dalla porta principale – ha insistito l’avvocato Sannio –. Il moderno processo di stampo accusatorio guarda ai fatti giuridici con l’occhio della scienza. La verità dei fatti viene dedotta e quasi mai dimostrata. Il processo accusatorio è un fatto ricostruttivo e interpretativo». Quasi un richiamo alle tante battaglie in aula condotte con l’avvocato Busia. Gli interventi hanno focalizzato il fatto che nel moderno processo la certezza della prova e della pena oggi forse sono venute meno.
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