Ponte di Oloè, Anas ancora sotto accusa
Il sindaco di Dorgali parla di promesse tradite all’indomani dell’incontro con il ministro Lupi e il commissario Ciucci
OLIENA. Mentre gongolano i pastori di Oloè rivalutati dalle incapacità della pubblica amministrazione, invece non è andata giù al sindaco di Dorgali Angelo Carta (così come all'esponente dell'opposizione olianese Pietro Corrias) la notizia proveniente dalla riunione tenutasi in Prefettura dello slittamento dei tempi di riapertura del ponte di Oloè, sulla strada provinciale 46. Il primo cittadino di Dorgali,presente alla riunione assieme al suo collega di Oliena, ha scritto una lettera di protesta indirizzata al commissario per gli interventi di ripristino della viabilità statale e provinciale, Pietro Ciucci, al prefetto Giovanni Meloni, all'assessore regionale ai Lavori Pubblici Giovanni Maninchedda. «Con la presente - scrive Angelo Carta -sono a rappresentare l'immensa preoccupazione per non avere avuto la risposta ad una domanda che ripeto dal 18 novembre 2013: quando riaprirà al traffico il ponte di Oloè? Nella riunione con pari oggetto, tenutasi in Prefettura in data 21 febbraio 2014, la risposta fu la seguente: a metà giugno verrà riaperto al traffico il ponte e i lavori proseguiranno in alveo. Così ho sempre riferito ai miei concittadini che, come sempre, hanno dimostrato buon senso e capacità di adattamento davanti a situazioni che creano disagi. Voglio ricordare che per lunghissimi 25 giorni Dorgali e Calagonone sono rimasti senza un goccio di acqua nei rubinetti e tutta la popolazione si è prodigata per superare, senza inutili e futili lamentele o proteste, questa gravissima situazione».
Carta descrive con minuzia i disagi sopportati dai dorgalesi. «Così, fiduciosi, hanno aspettato la riapertura del ponte di Oloè per la metà del mese di Giugno. E veniamo alla risposta ricevuta oggi dal Commissario Pietro Ciucci prima e dal Ministro Maurizio Lupi dopo: la strada verrà riaperta al traffico entro trenta giorni dall'inizio dei lavori. Il problema è che non è stato detto quando inizieranno i lavori nonostante le mie due richieste in tal senso». Il primo cittadino di Dorgali ritiene «di avere tantissime buone ragioni per essere molto preoccupato per questo chiede che sia indicata la data di inizio dei lavori talchè si sappia tutti quando il ponte sarà riaperto al traffico. Faccio infine osservare che la civiltà, il rispetto, l'osservanza delle regole, la capacità di sopportare della comunità che mi onoro di rappresentare non può essere scambiata per stupidità o supina accettazione di conseguenze dipendenti da cavilli e burocrazia. Pertanto mi riservo di informare la popolazione di questa mia lettera e della risposta che da Voi riceverò, mi auguro entro pochissimi giorni, al fine di evitare, mancando un riscontro ragionevole, le comprensibili, e a quel punto giustificate, proteste che, ben conoscendo i miei concittadini, mai andranno oltre i canoni della più assoluta civiltà, ma non perciò saranno meno efficaci per ottenere un diritto ad oggi negato».
Al grido di protesta del sindaco e consigliere regionale Angelo Carta si unisce Pietro Corrias della minoranza olianese. «Ne ero certo, parto dal presupposto che l'Anas in Sardegna ha fatto quasi sempre cose sbagliate e sempre fuori tempo massimo. In questo caso ciò che è ancora più grave è che hanno dato rassicurazioni sula dta di riapertura. invece hanno dimostrato che sono capaci solo di bufale, continuo a ripetere che l'unico che sta aggredendo L'Anas è l'assessore regionale Maninchedda. Non è possibile che in Sardegna , per sistemare una strada per una emergenza debba sempre trascorrere un tempo lunghissimo prima di un intervento. I problemi burocratici si Oloè dovevano essere risolti da tempo, invece dopo sette mesi, indagini a parte , per la morte di Luca Tanzi, si è ancora al punto di partenza. E' una vergogna,. I cittadini hanno tutte le ragioni di questo mondo per avere cercato un rimedio con il bay pass per le inadaguatezze degli enti preposti».
Dal canto loro i pastori di Oloè fanno sapere: «Sono arrivati in massa, con trombe e tamburi per dirci quello che già si era intuito, ossia che entro il 20 di giugno come promesso,il ponte di Oloè non sarà aperto al traffico. Continua a funzionare invece, eccome , la strada di noi "fuorilegge". Se questo è l'esempio della legge, andiamo bene, e di quelli dalla parte del giusto che non bisogna fidarsi». Le parole, graffianti, sono del portavoce ( niente nomi per ovvie ragioni) degli ormai famosi pastori di Oloè che si dicono pronti a riscendere in campo per sistemare la pista ormai al limite della praticabilità, a patto che gli enti pubblici stavolta contribuiscano alle spese.
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