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Un tesoretto bloccato dal patto di stabilità

di Andreina Zichi

ORANI. È un piccolo tesoro quello di cui dispone attualmente il comune di Orani, che però si trova al centro di una situazione paradossale. Infatti, nelle casse comunali vi sono ben 8 milioni di euro,...

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ORANI. È un piccolo tesoro quello di cui dispone attualmente il comune di Orani, che però si trova al centro di una situazione paradossale. Infatti, nelle casse comunali vi sono ben 8 milioni di euro, 3 dei quali costituiscono l’avanzo di bilancio e gli altri 5 i fondi in cassa, che però gli amministratori non possono spendere a causa degli stretti vincoli del patto di stabilità. Nonostante il Comune sia stato riconosciuto dalla Regione tra i primi otto centri di eccellenza per la spesa dei fondi comunitari, e perciò inserito nelle otto tappe della festa dell’Europa che si è svolta lo scorso 15 maggio, non può quindi utilizzare le risorse in suo possesso. Una questione che preoccupa non poco l’amministrazione, che ha già programmato una serie di interventi da realizzare grazie a questi fondi, tra cui figurano, tra l’altro, l’ampliamento del cimitero comunale con la sistemazione dei nuovi loculi, il completamento dei giardini pubblici in località “su Ponte”, il completamento di alcune vie del centro storico, il cofinanziamento del cantiere forestale, il cofinanziamento dei lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza dei tre plessi scolastici, l’apertura della nuova biblioteca comunale nei locali di via Piero Borrotzu e l’acquisizione di Casa Manichedda, uno stabile storico recentemente donato al comune.

«Il nostro comune vive una situazione paradossale – spiega il sindaco Franco Pinna – poiché nonostante abbia applicato negli anni il rigore finanziario richiesto dalle normative, che gli ha consentito di avere un bilancio in positivo, ed è stato individuato tra i più virtuosi della Sardegna per la spesa dei fondi europei, non può spendere le sue risorse».

La situazione dovrebbe cambiare dal 2015, com’è stato annunciato recentemente dalle istituzioni regionali, ma ciò potrebbe non bastare.

«La giunta Pigliaru – continua il primo cittadino – si è prodigata perché il patto di stabilità sia rivisto dal prossimo anno, ma noi ci appelliamo alla giunta, perché finora non sappiamo né quando possiamo spendere questi soldi, né in che misura possiamo farlo, visto che dobbiamo ancora chiudere il bilancio 2014».

L’approvazione del nuovo bilancio, oltre che ai limiti del patto di stabilità, appare strettamente connessa alla politica locale. Sarà proprio in quell’occasione, infatti, che si decideranno le sorti della giunta Pinna, dopo il passaggio all’opposizione di tre consiglieri di maggioranza, che ha portato ad una situazione di perfetta parità tr

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