La Nuova Sardegna

Nuoro

Troppe case vuote e affitti alle stelle, interviene il Comune

di Tito Giuseppe Tola

L’amministrazione ha intenzione di abbassare la tassazione E di puntare su contratti di locazione a canone moderato

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MACOMER. L’amministrazione comunale userà la leva fiscale col duplice obiettivo di calmierare il costo degli affitti e mettere sul mercato a prezzi ragionevoli le case vuote e abitabili. Lo farà abbassando la tassazione sugli immobili a chi affitta a canone concordato. Attualmente le tasse sulle seconde case sfitte sono particolarmente pesanti. È intenzione dell’amministrazione di agevolare chi le affitta a prezzi ragionevoli. Il costo del canone di locazione appesantisce il disagio economico di molte famiglie di Macomer che vivono in case d’affitto. In tempi di vacche grasse, quando gli stipendi dell’industria garantivano un reddito dignitoso e certo ai nuclei familiari, l’affitto era un costo pesante, ma sostenibile. Con la crisi è diventato impossibile.

Sulla questione dei contratti di locazione a canone moderato interviene con un’interpellanza anche il consigliere di opposizione Giuseppe Ledda, il quale ricorda che furono introdotti nel novembre dello scorso con l’approvazione all’unanimità di una sua mozione e che per l’attivazione dei contratti è necessario stipulare un accordo tra l’amministrazione, le organizzazioni dei proprietari e quelle degli inquilini che fissi un limite massimo e uno minimo ai canoni di affitto delle abitazioni in funzione delle zone urbane in cui si trovano gli alloggi e della loro tipologia. Ledda lamenta che dopo sei mesi la mozione è inattuata.

La maggioranza non è dello stesso avviso. «Il comune – dice Tiziana Atzori, presidente della commissione Affari istituzionali, – sta per attivare lo strumento del canone concordato che consentirà di mettere sul mercato appartamenti sfitti e di riportare nella legalità gli affitti in nero. Abbiamo deciso di ricorrere al canone concordato perché produce vantaggi sia per i proprietari di immobili che a favore degli inquilini, ma ad avvantaggiarsi sarà anche l’amministrazione comunale. In pratica gli appartamenti potranno essere dati in affitto a prezzi inferiori rispetto a quelli di mercato grazie a un incentivo che potrebbe anche aprire le porte di tanti alloggi sfitti. Gli affitti saranno decisamente più bassi rispetto ai valori di mercato. Speriamo così di tenere a Macomer tanti pendolari che vengono per motivi di lavoro e di dare la possibilità alle giovani coppie di rimanere in città». Il costo degli alloggi, ma anche l’offerta insufficiente di case nel mercato delle locazioni è una delle cause del calo demografico di Macomer. Quello della perdita di abitanti e dello spopolamento è un problema complesso al quale il comune di Macomer sta cercando di dare risposta. «Nei giorni scorsi – dice Tiziana Atzori – ho inoltrato un questionario a diverse categorie professionali. Servirà per capire i motivi che inducono molti a viaggiare anziché rimanere stabilmente in città. In seguito ne parleremo con le associazioni di categoria, i proprietari di case  e gli inquilini. Il questionario è anche on line nel sito del comune».

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