Ex dipendenti Legler costretti a vivere con 700 euro al mese
MACOMER. Lavorano per 36 ore settimanali nei comuni, nelle Asl, nei sindacati e negli enti pubblici, dove praticamente vengono utilizzati a tempo pieno, ma ricevono solo l’indennità di mobilità che...
MACOMER. Lavorano per 36 ore settimanali nei comuni, nelle Asl, nei sindacati e negli enti pubblici, dove praticamente vengono utilizzati a tempo pieno, ma ricevono solo l’indennità di mobilità che spetta loro in quanto ex lavoratori Legler. La Regione doveva integrare il reddito con 500 euro mensili, che però arrivano con ritardi enormi dopo due o anche tre mesi. Gli ex dipendenti Legler con più di 50 anni erano considerati dei fortunati perché riuscirono a chiudere un accordo grazie al quale sarebbero stati accompagnati alla pensione con un reddito non certo alto, ma che avrebbe consentito loro di tirare avanti. Erano soddisfatti del risultato, ma non avevano fatto i conti con la burocrazia regionale. Non ricevere per tempo quei soldi, anche se pochi, è causa di gravi disagi. «Noi andiamo puntualmente al lavoro – dicono gli ex dipendenti Legler che non avevano messo in conto i ritardi nel pagamento delle spettanze –, ma chi deve pagare non è altrettanto puntuale. Le bollette hanno scadenze e non aspettano e lo stesso accade con le tasse. Quello che ci accompagna alla pensione è un accordo bellissimo in quanto ha ridato speranza e un reddito accettabile a tanta gente che era nella disperazione. Per un ultracinquantenne non c’è speranza di ricollocazione. L’Inps paga puntualmente la mobilità, l’Agenzia regionale del lavoro è assente». Chi è in mobilità percepisce meno di 700 euro al mese. I 500 euro della Regione salvano dall’indigenza. (t.g.t.)
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