Ottana, dipendenti Lorica da sei mesi senza cig
L’ultimo assegno della cassa integrazione l’hanno ricevuto a dicembre 2013 Ora i trenta lavoratori sono pronti ad occupare il palazzo comunale
OTTANA. L’ultimo assegno della cassa integrazione l’hanno ricevuto a dicembre 2013. Da allora più nulla: da sei mesi non ricevono un soldo. Una storia infinita. Già vissuta dai trenta lavoratori della Lorica di Ottana lo scorso anno, quando, per vedere gli assegni degli ammortizzatori sociali, hanno dovuto lottare per mesi. Stavolta, a un anno di distanza, le prospettive, purtroppo, non sono cambiate. Così, per avere le loro spettanze, sono pronti a riprendere la lotta. Anche con manifestazioni clamorose.
«Lo scorso anno – ricordano – abbiamo occupato l’ingresso dell’Inps e le scalinate del palazzo di giustizia di Nuoro, stavolta siamo pronti ad occupare il municipio di Ottana».
Per ora si sono limitati a recarsi più volte in delegazione dal sindaco, Gian Paolo Marras, per esporgli la situazione e chiedere il suo intervento presso le istituzioni. L’ultimo incontro c’è stato ieri, nell’ufficio del primo cittadino.
«Ormai – fanno sapere i lavoratori sull’orlo della disperazione – come punto di riferimento ci è rimasto soltanto lui. Ci sentiamo abbandonati da tutti e presi in giro dalle promesse». Gian Paolo Marras si schiera con gli operai. E alza la voce, lui solitamente sommesso. «Quella degli ex lavoratori della Lorica – dice – è una situazione intollerabile. Non è possibile che trenta famiglie rischino il collasso economico e sociale per i ritardi della burocrazia e per l’insensibilità di chi dovrebbe mandare avanti le pratiche con celerità e senso civico». La domanda per il rinnovo della cassa integrazione straordinaria, scaduta il 31 dicembre 2013, è stata presentata al ministero del Lavoro il 25 gennaio scorso.
«Ci è stato detto – fanno sapere gli operai – che il decreto era alla firma ministeriale già il 15 maggio 2014. Ma, finora, a un mese di distanza, tutto è rimasto come prima. La firma continua a slittare». Così la preoccupazione cresce. Fino a trasformarsi in disperazione.
«Gli assegni della cassa integrazione del 2013 – denunciano i lavoratori – sono serviti a pagare i debiti precedenti, mutui e tasse arretrate. Ora non abbiamo più nulla».
Senza lavoro e senza coperture sociali le loro famiglie rischiano il baratro economico. La loro fabbrica di pelle sintetica hi-tech, chiusa ad aprile 2012 dall’ex patron Francesco Sotgia, è stata dichiarata fallita. Ora è in liquidazione. Ma gran parte dei macchinari è stata trasferita da tempo a uno stabilimento analogo di Torino. Al resto hanno pensato i ladri. Le speranze di una ripresa produttiva sono ridotte al minimo. L’unica proposta in campo è quella dei lavoratori che vogliono acquisire la fabbrica per farla rivivere. Un sogno, finora, rimasto tale.
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