La Nuova Sardegna

Nuoro

Siniscola, a caccia di antichi tesori

di Salvatore Martini
Siniscola, a caccia di antichi tesori

Un gruppo di giovani parrocchiani riscopre targhe, libri e oggetti custoditi per anni nelle sacrestie

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SINISCOLA. Si fa presto a dire catalogazione. Se non altro perché il lavoro che stanno curando sette ragazzi della parrocchia di Siniscola va ben al di là della semplice apposizione di targhe ed etichette. Il gruppo Siart – composto da giovani di 15, 16 e 17 anni – è impegnato da mesi nel reperire e censire gli antichi beni custoditi in diverse chiese.

Ricami, abiti, stendardi, pizzi, statue e tante altre perle che raccontano la storia della parrocchia siniscolese stanno riaffiorando maestosi dagli armadi custoditi nelle sacrestie, dando vita ad un lavoro meticoloso, eseguito con la collaborazione dei genitori e dei sacerdoti, che culminerà con l’allestimento di una mostra. Una ricerca complessa ma bene articolata ma che grazie all’impegno dei sette parrocchiani sta ottenendo attenzione e curiosità.

Massimiliano Orrù, Samuel Fronteddu, Federico Bandinu, Sara Coronas, Grazia Coronas, Andrea Pau e Rachele Mele l’hanno infatti pensata bella. Impegnatissimi sin da bambini nei gruppi religiosi, hanno chiesto al parroco, don Salvatore Orunesu, di poter svolgere uno studio sulle origini delle chiese cittadine, ognuna delle quali racconta la sua personalissima storia. Un’operazione ragguardevole, dunque, e che oltre alla consultazione delle fonti letterarie – per lo più libri scritti da sacerdoti e comitati religiosi – ha spinto i ragazzi ad intervistare anche studiosi e diversi anziani del posto. Il lavoro è diventato via via sempre più appassionante. Consentendo di riaprire anche mobili e cassapanche custoditi per decenni nelle sacrestie delle chiese. L’elenco del materiale catalogato è lunghissimo. Il gruppo Siart (acronimo di “Siniscola arte”) ha infatti rinvenuto paramenti sacri, tovaglie, ricami, cappelli, candelabri, ostensori, crocefissi, stendardi, stemmi, statue e tanto altro ancora. Tutti beni donati nel corso dei decenni alla parrocchia da fedeli e associazioni. Tra un paio di settimane tutto quanto sarà al centro di una originalissima mostra, proposta per la festa patronale di San Giovanni Battista. Un anticipo c’è già stato durante “Primavera in Baronia”.

L’allestimento con i primi cimeli rinvenuti nelle sacrestie è stato curato nel saloncino parrocchiale, ottenendo un boom di visitatori, estasiati nel riscoprire queste antichissime perle che, nella loro semplicità ed umiltà, rievocano la storia del territorio. «Tutto è nato dalla voglia di lavorare alla riscoperta delle origini della nostra parrocchia – raccontano i 7 ragazzi di Siart – riproponendole alla gente affinché non vadano perse». Missione riuscita. Il progetto sta andando avanti a gonfie vele, riportando alla memoria oggetti e vicende che raccontano il passato della comunità.

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