Rapina in oreficeria, video delle telecamere ai raggi X
I carabinieri al lavoro per identificare il rapinatore. Il volto coperto da un casco L’obiettivo è individuare la targa della moto utilizzata per fuggire col complice
Raffaella Deiana, la 40enne che mercoledì alle 18,10, ha reagito a una rapina, dando due manganellate alla mano e al braccio rapinatore, che impugnava una pistola semiautomatica, poi risultata essere un’arma giocattolo modificata, anche ieri era al lavoro nella sua gioielleria in pieno centro, al numero 70 di via Umberto. Dal suo profilo Facebook, ha ringraziato tutti per il grande sostegno avuto. «Approfitto di Facebook – ha postato nella tarda mattinata di ieri Raffaella Deiana – per ringraziare tutti coloro che hanno dimostrato il loro affetto dopo questa nostra terribile esperienza. Ci terrei a dirvi che non è stato un atto di coraggio, bensì un gesto folle e istintivo che poteva costarci davvero caro, ma l’unica reazione naturale nel vedere quasi 50 anni di lavoro e sacrifici messi a repentaglio con tale brutalità». Per concludere: «Grazie di cuore a tutti. Grazie del sostegno: è grazie a questo che si riesce ad andare avanti col sorriso».
I carabinieri della stazione, guidati dal maresciallo Marcello Cangelosi, che hanno ascoltato a lungo la titolare e la commessa – il rapinatore ha detto alcune frasi in sardo – proseguono le indagini per cercare di giungere all’identificazione del rapinatore vestito di scuro, con indosso un casco da motociclista e armato di pistola. Alle 18,10 di mercoledì, giunto a bordo di una moto con un complice, che lo attendeva all’esterno con il motore acceso, pur avendo ricevuto due manganellate dalla titolare della gioielleria, e avendo perso la pistola, finita sul pavimento, dopo una velocissima collutazione, durata pochi secondi, è riuscito a scappare – con due “rotoli in stoffa”, dove nelle gioiellerie vengono tenuti i gioielli – a tutta velocità, con il complice, per 100 metri nel viale Monsignor Virgilio, per poi imboccare la via Tirso. Il bottino, costituito da braccialetti e orecchini, dovrebbe aggirarsi sugli 11-12mila euro. I militari dell’Arma stanno rivedendo i filmati delle telecamere interne della gioielleria e quelle della parte terminale della via Umberto e dell’inizio del viale Monsignor Virgilio. Si sta cercando di “inquadrare” la targa della moto scura, una Honda Hornet o un Ducati, così come altri particolari. I due malviventi, avevano di certo effettuato numerosi “controlli” nella gioielleria, i cui si accede solo suonando il campanello. E hanno agito quando la porta era aperta perché era stato appena lavato il pavimento.
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