La Nuova Sardegna

Nuoro

Omicidio Dore, le nuove rivelazioni del confidente

di Valeria Gianoglio
Omicidio Dore, le nuove rivelazioni del confidente

E ora spuntano altre due relazioni dell’agente Cossu «Lai voleva andar via da Gavoi», «Rocca protegge Contu»

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NUORO. «Il confidente suggeriva altresì di sentire in modo approfondito e possibilmente non a Gavoi, e comunque in modo riservato, Stefano Lai insieme al padre e alla madre, rappresentando a questo che se avesse confessato con ogni probabilità avrebbe ottenuto in cambio delle agevolazioni processuali, anche in virtù della sua posizione marginale nell’ambito della vicenda». Spuntano fuori ai margini delle ultime udienze in corte d’assise per l’omicidio di Dina Dore, le nuove rivelazioni fatte nel novembre del 2012 dal confidente dell’agente di polizia del commissariato di Macomer, Antonello Cossu. Quattro paginette scritte a macchina che fino a poche settimane fa nessuno conosceva, ma alle quali, un paio di udienze fa, fa esplicito riferimento in corte d’assise lo stesso poliziotto. In mezzo a quelle righe, c’è la storia condensata di un’indagine complessa. Dove si muovono anonimi, intere famiglie, dove si agitano sospetti e pressioni. Dove gli amici diventano ex e tutti cominciano a sospettare di tutti.

Ed emergono anche circostanze nuove, che se confermate dalle indagini, dai testi e dalla prosecuzione del processo, cambierebbero in parte lo scenario che è emerso finora in aula. E la prima grossa novità che emerge dalle nuove confidenze riguarda lo stesso confidente: non sarebbe più uno, ma addirittura tre. Anche se solo uno dei tre, con un ruolo preponderante. Antonello Cossu, del resto, lo aveva spiegato, in udienza, che a lui si erano rivolte alcune persone e non solo una. Ma nelle sue relazioni di servizio che raccontano quanto a lui riferito nel corso di quegli incontri misteriosi, emerge con più chiarezza il ruolo del confidente e i suoi accompagnatori.

«In data 21.11.2012 – scrive – lo scrivente, intorno alle 22, si incontrava in un tratto della stra provinciale che da Bolotana porta a Ottana, con persone che dovevano riferire fatti relativi all’omicidio Dina Dore di Gavoi. In loco trovavo ad attendermi tre persone, di cui due a mia conoscenza, in quanto avevamo contatti in precedenza e una persona dall’apparente età di 70 anni, che non avevo conosciuto in passato».

Sempre secondo quanto emerge nella relazione di Cossu, a quel punto uno dei tre, ovvero l’informatore principale, «prendeva la parola dicendo che Stefano Lai avrebbe intenzione di lasciare Gavoi, in quanto sta attraversando un periodo di crisi da quanto ha interrotto, in data 19 novembre corrente mese, il rapporto sentimentale con la propria fidanzata, perché, a quanto pare, pressato da alcuni familiari intervenuti per spingerlo a confessare alla polizia i fatti relativi all’omicidio Dore. Purtroppo, sempre a dire dell’informatore, il Lai sarebbe ostacolato dal padre, il quale continua ostinatamente a pressare il figlio affinché non confessi».

Quanto alla posizione di Pierpaolo Contu, il confidente e i due altri informatori, nello stesso incontro con Antonello Cossu, avevano riferito che «nella serata del 19 novembre, il Rocca Francesco è passato a prendere Contu Pierpaolo e in macchina si sono allontanati dal paese».

Tutti e tre gli informatori, aggiunge poi Cossu nella sua relazione di servizio datata 22 novembre 2012, sono convinti che «Contu sia protetto da Rocca, in quanto questi lo ha tranquillizzato dicendogli di conoscere bene tutti i giudici della Sardegna». Qualche giorno prima di questa relazione di servizio, il 18 novembre 2012 Antonello Cossu ne scrive un’altra raccontando un altro incontro, stavolta con uno solo dei tre confidenti, ovvero il principale. «L’informatore – scrive Cossu – esordiva dicendo che da parte degli organi inquirenti c’era una certa inerzia nell’individuazione dei responsabili dell’omicidio Dore, così come indicati in occasione dei precedenti incontri con lo scrivente, in particolare di Contu Pierpaolo, già individuato dal confidente come l’esecutore dell’omicidio, nonostante mezzo paese fosse ormai a conoscenza dei fatti accaduti».

«Il confidente – si legge ancora nella relazione di servizio – rivelava altresì che a quanto si dice in paese di stanno attivando dei canali per arrivare a un certo don Cossu di Orgosolo, parroco di Nuoro, per fare in modo che lo stesso convinca il Contu a costituirsi alle forze dell’ordine. Prima di lasciare lo scrivente, il confidente insisteva nel dire che l’incontro di ieri sarebbe stato l’ultimo se gli inquirenti non avessero seguito le indicazioni da lui fornite, e lui, insieme ad altri, si sarebbero rivolti ad altre persone, e che qualcuno avrebbe anche la possibilità di esporre tutto ai carabinieri di Ottana».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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