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Nuoro

il comune scrive alla regione

Tubercolosi bovina, mancano i vaccini Orgosolo protesta

di Mattia Sanna
Tubercolosi bovina, mancano i vaccini Orgosolo protesta

ORGOSOLO. Mancano i vaccini contro la tubercolosi bovina. E il comune di Orgosolo prende posizione chiedendo l’intervento del presidente della Regione e degli assessorati alla Sanità e all’Agricoltura...

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ORGOSOLO. Mancano i vaccini contro la tubercolosi bovina. E il comune di Orgosolo prende posizione chiedendo l’intervento del presidente della Regione e degli assessorati alla Sanità e all’Agricoltura. Con una lettera, a firma del delegato del municipio barbaricino, Antonello Cossu e del sindaco Dionigi Deledda, viene chiesto alla Regione che si proceda, con urgenza, alla messa a disposizione dei vaccini. Previsti, peraltro, dalla legge come obbligatori, per quanto concerne tutti i bovini.

La carenza, che accomuna, tristemente l’intero territorio isolano, determina, d’altra parte, delle pesanti conseguenze al settore degli allevamenti.

E la zootecnia è forse la prima fonte di reddito nel paese dei murales, che conta, infatti, centinaia di aziende agricole. Basti pensare, quindi, che un animale non trattato secondo le prescrizioni normative non può essere trasportato verso la penisola o nel resto dell’Europa, essendone vietata la movimentazione. E, conseguentemente, ne viene impedita la vendita.

Ciò, come facilmente immaginabile, comporta delle perdite, in termine di ricavi, ingentissime. In quanto, anzitutto, l’esemplare dovrà essere tenuto nell’allevamento del pastore ben oltre quelli che sono i tempi normali della commercializzazione e poi, qualora si riesca a trovare un acquirente, ovviamente all’interno dei confini sardi, il valore della carne scenderà almeno di sessanta euro a capo. Se si considera che, nel paese dei murales, la popolazione dei bovini varia da un minimo di cinquecento a un massimo di oltre mille capi, durante il corso dell’anno, i conti delle perdite sono presto fatti e sono davvero gravi.

«Si assiste, insomma – spiega l’amministratore orgolese Antonello Cossu – a una grave ingerenza nelle fondamentali regole del mercato». E aggiunge: «Non possiamo fare altro, allora, che invocare un’azione immediata e definitiva sul gravissimo problema. Qualora, però, questa strada non sia percorribile, alternativamente, si potrebbe approvare una deroga, la quale consenta comunque gli spostamenti del bestiame».

«Da allevatore – prosegue Antonello Cossu – conosco perfettamente la difficile congiuntura attuale e vivo le enormi preoccupazioni di quanti vivono del lavoro delle campagne, pertanto, non si sente affatto la necessità di ulteriori rogne e complicazioni».

Rogne e complicazioni che sembrano, del resto, ripetersi a cadenze quasi regolari, seppure sotto forme diverse.

Nel 2013, ad esempio, a far passare una brutta stagione agli allevatori ci aveva pensato la penuria di vaccinazioni contro la blue tongue.

«Siamo solidali con coloro che si trovano a combattere contro disagi, che sembrano insormontabili – dichiara, dal canto suo, il primo cittadino di Orgosolo, Dionigi Deledda –. L’intero comparto – prosegue il sindaco – non vive certamente un periodo tra i migliori, indebolito e mortificato dalla crisi e atterrato da epidemie e malattie, che non si riesce a debellare, ma che bisogna comunque affrontare con la massima decisione. L’impegno della nostra amministrazione giunta – conclude Dionigi Deledda – sarà massimo, affinché si possa restituire un futuro sereno agli allevatori di bo vini e e rilanciare questo settore, rimasto ancora dominante nelle nostre zone. Sono centinaia le famiglie che vivono dal reddito dell’allevamento bovino e quindi la Regione deve dare risposte immediate prima che la situazione precipiti». (ma.s.)

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