La Nuova Sardegna

Nuoro

Il Gal cambia volto all’agricoltura

di Tito Giuseppe Tola

Macomer, ora le aziende puntano sui prodotti diversificati In crescita anche lo sviluppo dell’ospitalità agrituristica

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MACOMER. Il Gal cambia volto all’agricoltura del Marghine promuovendo la diversificazione delle produzioni e aprendo il settore a nuove attività non legate all’agricoltura. Brutti, sporchi e non sempre accoglienti, gli ovili della zona non erano proprio dei luoghi ospitali e non invogliavano a comprare i prodotti delle aziende di allevamento. Oggi, invece, c’è chi viene a comprare anche da altre parti della Sardegna. I clienti provengono soprattutto dal Cagliaritano. In cinque anni di attività, il Gal ha indotto diversi allevatori a cambiare il modo di lavorare. Oggi ci sono aziende dotate di minicaseifici con standard igienici da sala operatoria che producono formaggi di qualità. Ma l’aspetto più importante riguarda l’accoglienza. Case di campagna tipo cuile, capannoni mai intonacati pavimentati da sedimentazioni di stallatico che non profumano di fiori di campo e tettoie con blocchi a vista coperte da lastre in eternit hanno lasciato spazio a locali vivibili dove chi arriva ha una percezione diversa del mondo, del lavoro e dei prodotti agricoli e il visitatore, spesso richiamato dai cartelli stradali che indicano la presenza di un’azienda zootecnica associata a “Campagna amica”, è invogliato a comprare le produzioni. Non siamo ancora alla trasformazione del mondo agricolo del Marghine, ma la strada sembra essere quella giusta. I risultati conseguiti dall’attività del Gal sono solo l’inizio di un percorso che porterà a cambiare l’agricoltura e gli operatori della campagna. Il Gal, costituito nel 2009, in cinque anni di attività sul fronte dell’agricoltura ha già conseguito risultati importanti. Si è puntato in primo luogo allo sviluppo dell’ospitalità agrituristica e alla riqualificazione delle strutture e del contesto paesaggistico delle aziende agricole che offrono servizi agrituristici o didattici. È stata favorita la realizzazione di piccoli impianti aziendali (minicaseifici o laboratori per la produzione di conserve) e di spazi attrezzati per vendita di prodotti. È stata poi incoraggiatala realizzazione in azienda di impianti di produzione e utilizzo di energia da fonti rinnovabili. Non sono poche le aziende della zona che hanno installato impianti per la produzione di energia eolica o che si sono dotate di piccoli impianti per la produzione di energia da biomasse. Oltre alla diversificazione non legata all’agricoltura, si è puntato anche sulla diversificazione delle produzioni agricole. Se fino a cinque anni fa nelle aziende di allevamento si produceva soltanto latte da conferire all’industria casearia, oggi si producono anche ortaggi. La richiesta non manca. Un imprenditore della zona già da qualche anno produce patate e riesce a vendere per intero la produzione.

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