Va all’asta il latte dei pastori: «La crisi ci ha ridotto così»
ORGOSOLO. Va a finire nella penisola la maggior parte del latte di pecora prodotto dalle aziende orgolesi. Un fiume di latte che, se fosse stato pagato adeguatamente, poteva essere trasformato, se...
ORGOSOLO. Va a finire nella penisola la maggior parte del latte di pecora prodotto dalle aziende orgolesi. Un fiume di latte che, se fosse stato pagato adeguatamente, poteva essere trasformato, se non ad Orgosolo almeno in Sardegna. Gli allevatori, invece, per racimolare qualche centesimo in più, sono costretti a vendere il latte alle aste. E così chi paga di più si porta via il latte. Per questo motivo nel paese dei murales da qualche anno sono nati quattro punti di raccolta. Una si trova nella parte alta del paese. Ventiquattro allevatori si sono messi insieme e da dieci anni conferiscono sui 3 mila litri di latte al giorno che in un anno diventano circa 600 mila. «Teniamo solo quel tanto che ci serve per fare la nostra provvista di formaggio – dice uno dei soci del gruppo arrivato al punto di raccolta per svuotare “sas broccas”–. Le pecore, in tutto, sono 3 mila e 500. L'azienda più grande del nostro gruppo ha circa 450 capi. Quest'anno, come negli anni precedenti, il latte finisce in continente. Abbiamo spuntato un prezzo sui 90 centesimi che di questi tempi non è certo da buttare. Sarebbe stato un ottimo prezzo ma purtroppo c'è molta resa in meno perché la maggior parte delle aziende di questo gruppo di allevatori è stata falcidiata dal morbo della lingua blu. La produzione, di conseguenza, si è ridotta e anche di molto. In generale il prezzo si aggira intorno agli 85 centesimi».
A Orgosolo ci sono quattro punti di raccolta. «Noi versiamo il latte la mattina e la sera. Il latte viene poi caricato nelle autobotti e parte alla volta del continente. In questo periodo versiamo sui 3 mila litri al giorno e questo a causa del morbo della lingua blu – raccontano gli allevatori – . Siamo stati penalizzati in maniera incredibile, le pecore non hanno figliato come gli anni scorsi per cui c'è stato un calo enorme anche nella nascita degli agnelli. Anche per questo è mancato tutto l'introito».
Anche gli agnelli non vengono macellati a Orgosolo. «Per il macello ci rivolgiamo a una società di un centro vicino», concludono gli allevatori.
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