La Nuova Sardegna

Nuoro

Le priorità della Uil: lavoro e sviluppo

di Federico Sedda
Le priorità della Uil: lavoro e sviluppo

Congresso provinciale del sindacato a Ottana, luogo simbolo della crisi del territorio. Felicina Corda confermata segretaria

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OTTANA. Alla fine della lettura delle 18 cartelle della sua corposa relazione al congresso confederale della Uil, Felicina Corda, non ce l’ha fatta più a trattenersi e si è lasciata trascinare dall’emozione, raccogliendo un caloroso applauso. Lacrime di liberazione, ma anche di speranza. «Sì, perché – è stato il messaggio conclusivo della sindacalista – abbiamo ottimi strumenti per lavorare e crescere insieme». E di crescere, il territorio della vecchia provincia di Nuoro, ne ha davvero bisogno come il pane. Quel pane che, in molte famiglie impoverite dalla crisi, sta venendo a mancare, come dimostra il sempre maggiore ricorso ai Servizi sociali dei Comuni. «Su un milione e 600 mila abitanti della Sardegna – ha sottolineato la numero uno della Uil nuorese – 600 mila hanno chiesto interventi sociali agevolati. Le maggiori richieste arrivano, manco a dirlo, dal Nuorese, seguito da Ogliastra e Sulcis».

È stata un’analisi spietata della crisi che attanaglia le province di Nuoro e Ogliastra quella fatta dalla segretaria provinciale, uscente e riconfermata, Felicina Corda, nella relazione al 16° congresso della camera sindacale territoriale della Uil che si è tenuto nell’hotel Funtana ‘e donne di Ottana. «Esistono – ha detto la segretaria – persone che non dispongono neppure dello stretto indispensabile per vivere. La crisi e la disoccupazione stanno mettendo a dura prova le famiglie, al punto che è notevolmente aumentato il numero degli assistiti sociali, assorbendo anche molti cittadini che, fino a poco tempo fa, conducevano una vita serena, ma che ora sono rimasti senza nulla a causa della perdita del posto di lavoro e della stabilità economica». Parole forti, ascoltate in silenzio dai 90 delegati al congresso in rappresentanza di oltre 10mila iscritti alla Uil nuorese, e dai numerosi invitati tra i quali i rappresentanti della Cgil (Salvatore Pinna e Sergio Zara), della Cisl (Maria Luisa Aru), della Confindustria (Roberto Bornioli e Luigi Ledda), dell’Inps (Gianfranco Calvisi), Vannina Mulas (Consorzio biblioteca Satta) e il consigliere regionale del Pd, Roberto Deriu, unico politico presente. La Uil nazionale era rappresentata dal segretario aggiunto, Carmelo Barbagallo e dal tesoriere Rocco Carannante. Quella regionale dalla segretaria generale, Francesca Ticca.

Felicina Corda ha toccato tutti i punti dolenti del Nuorese: disoccupazione, spopolamento, disagio sociale, tagli ai servizi dello Stato e, in particolare, alla scuola e alla polizia e mancanza di infrastrutture, ma ha anche lanciato proposte per fare ripartire il treno dello sviluppo e della speranza. A cominciare dal settore industriale dove, finora, si contano solo dismissioni di aziende e licenziamenti. «La rinascita del Nuorese – ha sottolineato la sindacalista – deve ripartire dai siti industriali di Ottana, Macomer, Prato Sardo, Siniscola, Orosei e Tortolì. Queste realtà, attraverso le bonifiche e il rilancio, possono, nell’immediato, dare risposte alla sete di lavoro». In questo quadro, un ruolo fondamentale deve essere assunto dal settore energetico. «Nulla si può realizzare – ha osservato Felicina Corda – senza un piano regionale dell’energia e senza risposte immediate sul futuro della centrale di Ottana, con la riconferma dell’essenzialità e la definizione del terzo polo energetico». Un obiettivo sostenuto anche dalla scelta simbolica di tenere il congresso provinciale proprio a Ottana. La segretaria ha, quindi, rilanciato le proposte sulle due priorità per il Nuorese: lavoro e sviluppo. «La Uil – ha ricordato la sindacalista – condivide con Cgil, Cisl e Confindustria, un progetto per il Nuorese da allargare ad amministrazioni locali, politici e Regione, affinché, insieme, si porti la rivendicazione a livello nazionale perché senza lavoro non può esserci sviluppo». Da qui il forte appello alla politica, alle istituzioni e all’unità.

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