Le priorità della Uil: lavoro e sviluppo
Congresso provinciale del sindacato a Ottana, luogo simbolo della crisi del territorio. Felicina Corda confermata segretaria
OTTANA. Alla fine della lettura delle 18 cartelle della sua corposa relazione al congresso confederale della Uil, Felicina Corda, non ce l’ha fatta più a trattenersi e si è lasciata trascinare dall’emozione, raccogliendo un caloroso applauso. Lacrime di liberazione, ma anche di speranza. «Sì, perché – è stato il messaggio conclusivo della sindacalista – abbiamo ottimi strumenti per lavorare e crescere insieme». E di crescere, il territorio della vecchia provincia di Nuoro, ne ha davvero bisogno come il pane. Quel pane che, in molte famiglie impoverite dalla crisi, sta venendo a mancare, come dimostra il sempre maggiore ricorso ai Servizi sociali dei Comuni. «Su un milione e 600 mila abitanti della Sardegna – ha sottolineato la numero uno della Uil nuorese – 600 mila hanno chiesto interventi sociali agevolati. Le maggiori richieste arrivano, manco a dirlo, dal Nuorese, seguito da Ogliastra e Sulcis».
È stata un’analisi spietata della crisi che attanaglia le province di Nuoro e Ogliastra quella fatta dalla segretaria provinciale, uscente e riconfermata, Felicina Corda, nella relazione al 16° congresso della camera sindacale territoriale della Uil che si è tenuto nell’hotel Funtana ‘e donne di Ottana. «Esistono – ha detto la segretaria – persone che non dispongono neppure dello stretto indispensabile per vivere. La crisi e la disoccupazione stanno mettendo a dura prova le famiglie, al punto che è notevolmente aumentato il numero degli assistiti sociali, assorbendo anche molti cittadini che, fino a poco tempo fa, conducevano una vita serena, ma che ora sono rimasti senza nulla a causa della perdita del posto di lavoro e della stabilità economica». Parole forti, ascoltate in silenzio dai 90 delegati al congresso in rappresentanza di oltre 10mila iscritti alla Uil nuorese, e dai numerosi invitati tra i quali i rappresentanti della Cgil (Salvatore Pinna e Sergio Zara), della Cisl (Maria Luisa Aru), della Confindustria (Roberto Bornioli e Luigi Ledda), dell’Inps (Gianfranco Calvisi), Vannina Mulas (Consorzio biblioteca Satta) e il consigliere regionale del Pd, Roberto Deriu, unico politico presente. La Uil nazionale era rappresentata dal segretario aggiunto, Carmelo Barbagallo e dal tesoriere Rocco Carannante. Quella regionale dalla segretaria generale, Francesca Ticca.
Felicina Corda ha toccato tutti i punti dolenti del Nuorese: disoccupazione, spopolamento, disagio sociale, tagli ai servizi dello Stato e, in particolare, alla scuola e alla polizia e mancanza di infrastrutture, ma ha anche lanciato proposte per fare ripartire il treno dello sviluppo e della speranza. A cominciare dal settore industriale dove, finora, si contano solo dismissioni di aziende e licenziamenti. «La rinascita del Nuorese – ha sottolineato la sindacalista – deve ripartire dai siti industriali di Ottana, Macomer, Prato Sardo, Siniscola, Orosei e Tortolì. Queste realtà, attraverso le bonifiche e il rilancio, possono, nell’immediato, dare risposte alla sete di lavoro». In questo quadro, un ruolo fondamentale deve essere assunto dal settore energetico. «Nulla si può realizzare – ha osservato Felicina Corda – senza un piano regionale dell’energia e senza risposte immediate sul futuro della centrale di Ottana, con la riconferma dell’essenzialità e la definizione del terzo polo energetico». Un obiettivo sostenuto anche dalla scelta simbolica di tenere il congresso provinciale proprio a Ottana. La segretaria ha, quindi, rilanciato le proposte sulle due priorità per il Nuorese: lavoro e sviluppo. «La Uil – ha ricordato la sindacalista – condivide con Cgil, Cisl e Confindustria, un progetto per il Nuorese da allargare ad amministrazioni locali, politici e Regione, affinché, insieme, si porti la rivendicazione a livello nazionale perché senza lavoro non può esserci sviluppo». Da qui il forte appello alla politica, alle istituzioni e all’unità.
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