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Nuoro

Maturità 2014, fuga dai social network

di Claudia Carta
Maturità 2014, fuga dai social network

Jerzu, gli studenti si preparano all’esame cercando di stare lontano da internet e scommettendo sulle tracce d’italiano

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JERZU. Se fosse una canzone, si sa, sarebbe quella resa celebre da Antonello Venditti e dai suoi “quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla”. Note che non conoscono l’usura del tempo e che puntualmente, la terza settimana di giugno, risuonano tra montagne di libri, appunti e sui video più cliccati di You Tube. Jerzu non fa eccezione. La notte prima degli esami, all'ombra dei Tacchi, ma soprattutto alla vigilia dell’ingresso a scuola – tanto solenne quanto temuto – è davvero tutta “loro”: dei ragazzi e ragazze della quinta liceo e ragioneria, accomunati dal primo, vero banco di prova, durante il quale misurare se stessi e le proprie capacità. Così, più che le “notti magiche sotto il cielo di un’estate italiana”, le ore che precedono gli esami di maturità scrivono un copione già visto, ma capace di ripetersi sempre nuovo ed emozionante per ogni singolo studente che, vocabolario sotto braccio, siede sui banchi disposti in fila indiana, lungo i corridoi delle scuole.

Forse mai, come in questi giorni, hanno letto, riletto, scritto e ripassato. Ma tutti, nessuno escluso, è esente dalla sindrome, implacabile e onnipresente, del “non ricordo nulla”. A sentirli, però, sorridono, quasi divertiti, nella lucida follia che solo la maturità sa regalare. Cosa fare per stare sereni, dunque? «Bella domanda – risponde Mara Corgiolu, studentessa dello scientifico - . Per ora sono sommersa da una pila di libri, tutti da rivedere. Ho staccato un attimo per fare una pausa». La pausa è quella del pranzo, perché, come ha commentato la studentessa, «studio diverse ore, ma mi concedo delle pause per mangiare qualcosa, guardare un po’ di Tv o uscire per cambiare aria».

Già, cambiare aria, anche solo qualche minuto per non «diventare più matti di quello che siamo», non fosse altro perché sul termometro delle emozioni, l’ansia segna già dieci. La sua compagna, Giada Aresu, neanche a dirlo sta «studiando come una disperata»: tanti sorrisi e tutta l’adrenalina di un’esperienza certamente unica e irripetibile che domani la metterà davanti alle quattro tracce della prima prova: «Saggio breve tutta la vita! – afferma senza esitazione – ma la vera preoccupazione è per giovedì, giorno in cui affronteremo il compito di matematica. Proprio ora ero impegnata a risolvere alcuni esercizi e ripassare le regole». Feste bandite. Ammessa solo “l’ora d’aria” per tenere i contatti col mondo: «Mi son fatta persino cambiare la password di Facebook – sorride Giada – per evitare di entrarci». Social messi da parte, dunque, o per lo meno ridotto l’uso e l’abuso.

E c’è chi, come Claudia Serra, ha deciso di raggiungere le compagne in un altro paese per studiare storia: «Una tipologia di scritto è sicuramente di carattere storico, perciò ho preferito fare un ripasso generale, anche se durante il triennio ho sempre affrontato l’analisi del testo. Tuttavia, credo che il saggio breve sia la nostra “ancora di salvezza”». Tutto pronto, dunque? «Insomma – racconta la liceale – sto cercando fino all'ultimo di tenere la calma. Speriamo di riuscirci». “Claudia non tremare”, cantava Venditti. Un invito che vale in fondo per tutti i giovanissimi impegnati in questa fatidica tre giorni di scritti, prima delle prove orali. Ma per oggi sarà ancora una volta notte di “sogni, di lacrime e preghiere”.

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