Sono i resti di un piede, si cerca il corpo
Posada, da ieri i carabinieri subacquei stanno scandagliando lo specchio di mare dove è stato fatto il ritrovamento
POSADA. Sono ossa umane. I resti delle dita di un piede. E non appena il medico legale Vindice Mingioni, incaricato dalla Procura di Nuoro di accertare che cosa fossero quei frammenti ossei trovati da un sub nel fondale davanti alla spiaggia di San Giovanni, ha sciolto i dubbi e ha confermato che si trattava di ossa umane sono scattate le ricerche.
Per tutta la giornata, malgrado le condizioni del tempo e del mare non fossero delle migliori, i sommozzatori dei carabinieri hanno scandagliato il tratto di mare davanti alla torre di San Giovanni. Un’accelerazione improvvisa alle indagini che ha destato qualche perplessità, ma che stesse succedendo qualcosa di importante è stato l’arrivo da Cagliari del reparto speciale dei carabinieri che si occupano di ricerche subacquee. Il gruppo, composto da quattro sommozzatori, è arrivato nel porto di Posada intorno alle nove del mattino con un furgone azzurro al quale era attaccato il carrello con sopra il gommone. Dopo aver calato l’imbarcazione in acqua, i carabiniri hanno puntato immediatamente verso il punto in cui il subacqueo dilettante Giacomo Carta, dipendente della security Costa orientale, aveva prima avvistato e poi recuperato quelli che sembravano resti umani: si era inizialmente pensato alle dita di una mano e invece in giornata è trapelata l’indiscrezione che si tratterebbe di frammenti ossei di un piede. Alcune falangi tenute insieme da una cartilagine con ancora attaccati pezzi di tendini.
I sommozzatori hanno posizionato una boa galleggiante sul punto del ritrovamento e poi hanno scandagliato la zona, allargando sempre più il raggio d’azione. Gli specialisti dell’Arma avrebbero recuperato tutto ciò che potrebbe essere collegato a un corpo umano: frammenti di stoffa e altri oggetti sparsi nel fondale. Non sarebbero stati trovati altri resti, anche se sull’operazione viene mantenuto il massimo riserbo. Le ricerche continueranno oggi, tempo permettendo. Intanto, la procura avrebbe già disposto accertamenti tecnici sui frammenti recuperati per risalire al Dna, esame che potrebbe risolvere il giallo
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