La Nuova Sardegna

Nuoro

Metanizzazione primo obiettivo

di Federico Sedda

Siglato un verbale di accordo con l’assessore regionale per il rilancio industriale

3 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Accelerare il processo di metanizzazione dell’isola così da rendere fattibile la riconversione della centrale termoelettrica di Ottana nel più breve tempo possibile. Questo l’obiettivo messo a punto nel corso di un incontro che si è tenuto a Cagliari, nella sede dell’assessorato regionale all’Industria, tra l’assessore Maria Grazia Piras e i rappresentanti del Comune e della Provincia di Nuoro, del Consorzio industriale provinciale, del quale fanno parte i comuni di Ottana, Bolotana, Noragugume, Borore, Macomer, Galtellì, Lula e Siniscola, i vertici di Ottana Energia e della Confindustria nuorese e i dirigenti territoriali di Cgil, Cisl e Uil. Il vertice, messo in cantiere nel corso della visita che l’assessore regionale all’Industria, Maria Grazia Piras, aveva fatto nell’area industriale di Ottana e Tossilo, è servito per fare il punto sul progetto di rilancio delle aree industriali del centro Sardegna e, in particolare, sulla strategia del futuro della centrale termoelettrica di Ottana Energia, alla luce della scadenza (31 dicembre 2014) del regime di essenzialità e della decisione della Regione di uscire dal progetto Galsi per perseguire altre strade per la metanizzazione dell’isola.

Al termine dell’incontro è stato sottoscritto un protocollo d’intesa che impegna le parti a perseguire un disegno strategico di rilancio del patto industriale per il Nuorese, eliminando le criticità che impediscono un reale processo di crescita. A cominciare dallo sviluppo del sistema energetico che vede nella centrale termoelettrica del gruppo Clivati il cuore pulsante dell’area industriale e il nodo principale da sciogliere per creare il terzo polo energetico dell’isola con un moderno ciclo combinato da 400 megawatt alimentato a gas naturale. Un obiettivo sancito negli anni scorsi in vari protocolli d’intesa tra Stato e Regione e finora mai realizzato. Una delle maggiori difficoltà riguarda soprattutto la mancata riconversione degli impianti della centrale termoelettrica, attualmente alimentati a olio combustibile Btz, a un nuovo sistema tecnologico. Una priorità chiesta anche dal ministero della Sviluppo economico per dare seguito al regime di essenzialità della centrale, prorogato lo scorso anno e in scadenza nel 2014. Il progetto di riconversione parte da lontano.

Il Piano energetico regionale del 2006 prevedeva la riconversione a metano delle centrali sarde una volta disponibile il nuovo gasdotto Galsi. Un progetto definitivamente tramontato. «I ritardi accumulati nella realizzazione di questa infrastruttura – si legge nel verbale – non hanno consentito a Ottana Energia la conversione produttiva all’insegna del percorso concordato con le istituzioni in sede di programmazione, facendo si che il ministero dello Sviluppo economico richiedesse nel 2012 una soluzione ponte in attesa della metanizzazione». Soluzione che, nel Patto per il territorio sottoscritto il 31 gennaio 2013, prevedeva la riconversione provvisoria della centrale a polvere di carbone. Progetto che ha incontrato l’opposizione del territorio per cui è stato accantonato. Rimane, però, il problema del riconoscimento del regime di essenzialità da parte dell’Autorità per l’energia da cui non può prescindere il futuro della centrale di Ottana. . Il futuro di Ottana, insomma, dipende ancora dalle decisioni del governo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano

Video

Estate cafona ad Arzachena, sbarcano in spiaggia con il mega tender con i motori accesi

L’evento

Geppi Cucciari abbraccia Vasco: «A 74 anni canti così, io a 52 ho mal di schiena»

Le nostre iniziative