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Nuoro

Oliena

“Caras” di Serri in mostra a Melzo

di Mattia Sanna
 “Caras” di Serri in mostra a Melzo

Le originali creazioni esposte nella vecchia biblioteca comunale

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OLIENA. Le Caras di Roberto Serri varcano nuovamente il mare. Le maschere di malta dell’artista olianese approdano a Melzo, cittadina in provincia di Milano. Ospiti del circolo sardo “La Quercia” di Vimodrone, del suo presidente Carlo Casula, nonché dalla responsabile giovani per la Lombardia Patrizia Sorrentino. In occasione di una tre giorni tenutasi nei primi giorni di giugno, le originali creazioni di cemento sono diventate protagoniste indiscusse della kermesse. Esposte nella caratteristica cornice della vecchia biblioteca comunale di via Bianchi e nell’elegante agorà del grosso centro meneghino. La manifestazione all’insegna della enogastronomia, dell’artigianato e del folklore, dal titolo “Sardegna in piazza”, ha accolto con il successo delle grandi presenze i volti, plasmati dalle abili mani dell’ex imprenditore barbaricino. Il pubblico ha mostrato, in particolare, notevole attenzione e interesse per le storie dei personaggi ritratti. Avventure e saghe, che si nascondono in ciascuna opera e che vengono riportate in versi nelle poesie di Bastiano Carrone. I visitatori sono rimasti, dunque, catturati ed ammaliati da quelle antiche leggende, avventure misteriose e magiche di un mondo irreale. Miti arcaici, che offrono uno sguardo privilegiato su uno spaccato misterioso, imperscrutabile ed enigmatico. “Le facce” di Roberto Serri rappresentano una sorta di percorso interiore.

«Un viaggio – come ha perfettamente sostenuto l’archeologa olianese Mariantonietta Furru – nei tortuosi e inquietanti stati d’animo del nostro essere. Espressioni, che scaturiscono e prendono forma e vita, dall’incontro casuale e caotico del ferro e del cemento».

Un viaggio, attraverso il potente estro della creatività e della fantasia, le quali diventano efficace sistema di comunicazione, che raggiunge tutti, senza barriere di sorta. E, al contempo, efficiente strumento di relazione sociale, che rende la vita culturale di una comunità partecipata da ogni suo componente. In ossequio a questi nobili principi, stampati, peraltro, nero su bianco nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, le Caras possono essere, quindi, ammirate anche attraverso percorsi tattili, realizzati appositamente per i non vedenti.

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