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Nuoro

Allarme parassiti, epidemie in aumento

di Angelo Fontanesi
Allarme parassiti, epidemie in aumento

Pietro Luciano, docente di Entomologia: «Il cambio di clima e le temperature favoriscono il proliferare degli insetti»

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NUORO. Insetti nocivi che arrivano dalle aree sub tropicali e che in assenza di antagonisti minacciano di distruggere la flora e la fauna locale. Ma anche specie animali ipogee che si pensavano estinte o relegate nelle più profonde cavità naturali che riemergono alla luce. Senza contare il sempre più preoccupante fenomeno dell’inquinamento chimico delle terre che mina profondamente la sopravvivenza di “insetti buoni”, come le api, minacciando non solo la produzione di miele ma addirittura, l’estinzione di una specie animale che ha una funzione essenziale nel ciclo biologico naturale per l’impollinazione della flora locale.

Sembra la scenografia di un episodio della saga di Aliens, e invece è quanto sta accadendo da alcuni anni nell’area del Mediterraneo e in Sardegna in particolare.

«Ci troviamo davanti a fenomeni causati da molteplici fattori destabilizzanti – spiega Pietro Luciano, docente di entomologia presso il Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari che su incarico dell’Accademia Italiana di Entomologia e dalla Società Entomologica Italiana ha organizzato la settimana scorsa il 24esimo Convegno nazionale di entomologia presso una struttura congressuale della provincia –. Il cambio di clima e l’aumento delle temperature e dell’umidità favoriscono infatti l’ambientazione e il proliferare di questi insetti dannosi. Si tratta di un problema che in Sardegna è particolarmente sentito visto che oltre a colpire colture arboree autoctone o di antica importazione, molti di questi insetti sono la concausa del proliferare e del diffondersi di gravi epidemie tra gli animali al pascolo come la terribile febbre catarrale degli ovini, meglio conosciuta come lingua blu, o la febbre del Nilo».

E proprio le problematiche di rilevante interesse per la Sardegna sono state tra quelle affrontate con maggior attenzione durante le giornate congressuali.

«Nella sessione dedicata a specie alloctone e cambiamenti climatici – spiega sempre il professore – è emerso come le invasioni di insetti esotici si siano intensificate costituendo uno dei principali rischi globali. Fra le specie di recente introduzione in Italia si è posta particolare attenzione sul Rhynchophorus ferrugineus, il famigerato punteruolo rosso delle palme, sul quale ci sono state interessanti comunicazioni sul comportamento sociale e riproduttivo dei maschi nonché sulle possibilità offerte dalla tecnica del maschio sterile e della elettrocuzione per il controllo delle sue infestazioni».

La filosofia portante del XXIV convegno nazionale di entomologia è stata infatti quella di perorare la ricerca e l’impiego di lotte biologiche con l’introduzione, quando necessario, di insetti antagonisti e comunque limitando quanto più possibile l’impiego di pesticidi o agenti chimici, che al massimo possono essere utilizzati come pratica di tamponamento contro queste nuove “invasioni barbariche”, ma poi non debellano la problematica alla radice e spesso lasciano sul territorio strascichi venefici deleterie.

«Fra i numerosi poster e comunicazioni di entomologia agraria una parte considerevole è stata dedicata proprio alla lotta biologica ed integrata a specie “chiave” di numerose colture dimostrando l’efficacia di antagonisti biologici in grado di sostituire nel contenimento delle avversità gli insetticidi chimici di sintesi. Gli studi compiuti sul Cinipide del castagno – sottolinea Luciano – hanno dimostrato la presenza di un notevole numero di antagonisti indigeni in grado di potenziare significativamente l’azione del Torymus sinensis, parassitoide, esotico introdotto qualche anno fa che rischiava di estinguere il castagno sardo. Così come – conclude lo studioso – particolarmente interessanti sono risultati gli studi sulla lotta integrata adottata per contrastare la diffusione della processionaria del pino che permetterà di difendere con efficacia le pinete dagli attacchi di questo temibile scolitide».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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