La Nuova Sardegna

Nuoro

Città dell’accoglienza 12 bambini stranieri adesso sono nuoresi

di Francesco Pirisi
Città dell’accoglienza 12 bambini stranieri adesso sono nuoresi

Iniziativa del Comune per chi ha scelto di vivere in città L’assessore Angioi: «Accolti dalla comunità e ben inseriti»

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NUORO. Mario Balotelli e le polemiche sul colore della pelle sono lontane migliaia di chilometri. In città la pelle non ha mai un colore diverso, tutti uguali, tutti nuoresi. È stata una grande festa di famiglia quella che si è svolta in Comune per il conferimento della cittadinanza onoraria a 12 bambini nati in città e figli di immigrati. La maggior parte sono di origine senegalese, due di coppie rumene e uno marocchino. Il più “vecchio” ha otto anni, si chiama Thiam e frequenta la seconda elementare a Furreddu. La più piccola è Ibrahima e ha 4 mesi e mezzo. Sgambettano tra la tribuna e l’aula consiliare, che per un giorno è diventata il loro campo di giochi. Per suggellare l’evento c’è gran parte dell’assemblea, i rappresentanti dell’Arci e dell’Unicef. Le motivazioni dell’iniziativa nelle parole dell’assessore dei Servizi sociali, Mario Angioi: «Sono famiglie e bambini che si sono inserite nella comunità e saranno parte della città del futuro. Il nostro non è un riconoscimento pro-forma, ma un segno di gratitudine per la scelta di vivere a Nuoro». L’applauso della sala accompagna il voto del consiglio sulla delibera. Il sindaco Sandro Bianchi chiama a uno a uno i bambini, che si presentano in braccio a mamma e papà per ricevere la pergamena e il libro che ha voluto donargli Paolo Fresu, il jazzista di Berchidda, che figura nei ranghi dei cittadini onorari. I nuovi cittadini ricambiano con il saluto di Ousmane Ndaorari, senegalese, da 14 anni in Italia, gli ultimi 4 in città. Sottolinea il valore del riconoscimento, l’ospitalità della città («Nuoro è il posto dove mi sono trovato meglio»), non sminuisce i problemi, soprattutto quelli legati alla possibilità di avere una casa e chiude con un auspicio: «La cittadinanza ai nostri figli è un segno che scrive parole importanti nel cuore di tutti. E quando ognuno di noi sarà capace di rileggerle e le sentirà affiorare, tutti saremo migliori». Il riconoscimento si propone come un inizio, nonostante già si viva tutti insieme e ci siano tanti scambi tra immigrati e famiglie locali.

Danno merito al Comune i predecessori destinatari dell’onorificenza. Fresu e poi il sindaco cita il messaggio del calciatore di Oliena, Gianfranco Zola: «Un grande gesto di generosità e accoglienza». Giovanni Floris, giornalista Rai: «Ci vuole grande coraggio anche ad ammettere la realtà quella di una società multietnica anche in periferia». E sono in tanti, a raccontare l’evento come uno spartiacque che può aiutare a riflettere sui documenti che tutelano i diritti degli immigrati e dei bambini «a iniziare dalla Carta dell’Onu, una tra le più conosciute nel mondo, ma ancora per larghe parti non attuata», ricorda Carlo Murgia, presidente dell’Unicef in provincia di Nuoro. «Così come soffre spesse volte – dichiara Anna Corsi, dell’Arci - la Costituzione italiana, che fa divieto di qualsiasi discriminazione per via della razza».

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