«Noi operai Lorica abbandonati da tutti»
I trenta ex lavoratori dell’azienda un tempo fiore all’occhiello rischiano di perdere anche la Cig
OTTANA. Anche il diritto alla cassa integrazione, per gli ex lavoratori di Ottana, sembra un percorso in salita. Un calvario di sofferenze. Come la ripresa industriale. È il caso dei trenta lavoratori della Lorica, un tempo fiore all’occhiello delle produzioni industriali hi-tech del centro Sardegna e oggi dichiarata fallita. Da sei mesi, questi lavoratori, non ricevono l’assegno degli ammortizzatori sociali. Quello che garantisce la sopravvivenza delle famiglie. La richiesta di proroga della cassa integrazione straordinaria, presentata il 15 gennaio 2014, è bloccata al tavolo del ministero del Lavoro. Nessuno sembra curarsi della loro sorte. «Ci hanno abbandonato tutti, sindacati compresi» tuona Peppino Zedde, ex vice sindaco di Ottana e cassintegrato Lorica in attesa di conoscere, a 58 anni, il futuro suo e quello della famiglia. «Abbiamo bussato a molte porte – incalza Raimondo Ortu – ma nessuno ci ha dato certezze». Così, il rinnovo della cassa integrazione resta ancora un miraggio. L’unica risposta il ministero l’ha data alla figlia di un operaio, stanca di vedere gli occhi angosciati del padre. «Ho scritto alla Divisione che si occupa della fabbriche in crisi – fa sapere la ragazza – e mi hanno risposto dopo due giorni». Una risposta che non promette niente di buono. Almeno nell’immediato. «Per la pratica in oggetto – ha fatto sapere il funzionario – sono in corso approfondimenti con l’azienda». Come dire che il percorso non è stato ancora completato. E che, forse, è diventato ancora più complicato perché l’azienda, dichiarata fallita, non esiste più.
«Non sappiamo più a che santo votarci – dice Emilio Carboni – Dopo quarant’anni di lavoro ci troviamo sulla strada e senza alcuna prospettiva». Stanchi di aspettare hanno chiesto aiuto al sindaco di Ottana, Gian Paolo Marras e al prefetto di Nuoro, Ninni Meloni. Che hanno garantito il loro sostegno. Ma le risposte devono venire da altri. Così hanno deciso di mandare un messaggio per nulla amichevole ai sindacati confederali. «Non ottenendo risposte dai segretari di categoria e sentendoci da loro abbandonati – hanno scritto in una lettera – chiediamo ai segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil la convocazione di un’assemblea urgente da tenersi a Ottana per avere chiarimenti sullo stato della domanda di cassa integrazione». Una richiesta che suona come un appello accorato. «Se non dovessero arrivare risposte – fanno sapere gli operai – siamo pronti a mettere in atto iniziative clamorose». Disposti a tutto pur di salvare la dignità e il futuro delle loro famiglie. (f.s.)
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