La Nuova Sardegna

Nuoro

Monte Ortobene, il progetto di rilancio stenta a decollare

di Antonio Bassu
Monte Ortobene, il progetto di rilancio stenta a decollare

Per ora rifatti solo il prato verde e la cancellata annessa Ma rimangono chiusi i bagni e un bar. E mancano i giochi

2 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Nonostante le attenzioni e i tanti sforzi del “Comitato ultima spiaggia”, il progetto di rilancio del monte Ortobene continua ad essere ancora incompleto e inattuale nel suo programma in generale. È vero che la domenica i fedeli hanno ripreso a frequentare l’antica chiesetta di Nostra Signora del Montenero, ormai restaurata dopo l’attentato incendiario del 3 settembre 2002.

Tuttavia è anche vero che il piano di recupero dell’area che l’amministrazione comunale vuole mettere in atto, anche con l’aiuto delle associazione, è ben lungi dall’essere concluso.

Il Comune, finora, ha realizzato una recinzione in ferro battuto dell’area verde, mettendo a dimora il seminativo nel parco. L’erba verde è stata sistemata dagli esperti delle aziende sassaresi Florgarden e Rocchi che hanno dovuto faticare visto che hanno dovuto piantare fuori stagione. Ma è altrettanto vero, quando ormai si è arrivati all’inizio di luglio, che l’ente municipale non ha risistemato nel parco l’arredo dell’attrezzatura ludica dedicata ai giochi dei bambini. Nè, del resto, è entrato in attività il bar che si affaccia sull’area verde attrezzata del monte Ortobene.

E nemmeno sono in funzione i bagni pubblici comunali, facendo diventare un problema fisiologico soddisfare le richieste dei turisti domenicali in gita. E ciò, sembra, per un contenzioso con l’impresa titolare della gara d’appalto bandita dalla stessa amministrazione civica.

Sostanzialmente, se si escludono il prato verde e la cancellata che lo protegge dagli animali e in particolare dai cinghiali, è rimasto quasi tutto al punto di partenza, tranne le ambizioni dell’ente che non riesce a programmare e a portare avanti una decisa azione di restauro per riuscire a superare il punto di stallo. Attorno alle sorti dell’Ortobeme, si assiste pertanto a programmi che vengono realizzati a rate, a nome e per conto degli assessorati comunali all’ambiente e ai lavori pubblici, che lavorano tentando di tradurre in realltà, le linee di azione e gli obiettivi strategici, insieme ai programmi didattici, curati dal Centro di educazione ambientale e Alternatura, nei locali ristrutturati di Solotti.

Non esiste una regolamentazione specifica del pascolo, con molte aree che sono interdette, nonostante la montagna sia una vera e propria opportunità.

Non esiste, nonostante la zona apra a diverse possibilità, una regolamentazione specifica, anche quando sono aperte a questa attività. Insomma il monte Ortobene, nonostante il progetto di zona di protezione speciale, è una vera riserva di programmi e iniziative da valorizzare ma che ancora non sono diventati una realtà concreta.

Ma è anche vero che i nuoresi dovrebbe imparare ad averne più rispetto, evitando di andare a nascondere i rifiuti all’interno del bosco, nei piccoli avvallamenti e negli angoli rinomati della montagna barbaricina, amata e odiata nella stessa misura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative