Pedofilia, Granata respinge le accuse
L’istruttore sub di San Teodoro: «Erano ragazze maggiorenni e consenzienti»
SAN TEODORO. Ha negato tutto Sergio Granata, l’istruttore subacqueo di San Teodoro arrestato dai carabinieri tre giorni fa con la pesante accusa di produzione e detenzione di materiale pedopornografico. Assistito dal legale di fiducia, l’avvocato Giovanna Serra, il cinquantottenne è stato sentito ieri mattina dal gip del tribunale di Cagliari, Giampaolo Casula e dal sostituto procuratore della direzione distrettuale, Danilo Tronci. Granata, che si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha rilasciato dichiarazioni spontanee, ha spiegato al giudice e alla pubblica accusa che quei filmati, che secondo gli inquirenti lo riprendevano durante rapporti sessuali con minorenni – in realtà riguardavano ragazze maggiorenni e consenzienti. L'istruttore ha inoltre rimarcato che il resto del materiale ritrovato nella sua abitazione dai militari della tenenza di San Teodoro e scaricato dai siti internet riguardavano sempre persone maggiorenni. Alla fine dell’interrogatorio l’avvocato Giovanna Serra ha chiesto la revoca della misura cautelare in carcere per il suo assistito. Ma il gip si è riservato e si pronuncerà nei prossimi giorni. Granata, detenuto nel carcere di Iglesias, era stato arrestato lunedì mattina dai carabinieri di San Teodoro. Dalle indagini era emerso che l’indagato, originario di Copparo ma residente in Sardegna da oltre 30 anni, nel corso di svariati viaggi all’estero, aveva cercato di accattivarsi la simpatia di bambini facendo loro regalini e dando piccole somme di danaro in cambio di prestazioni sessuali da filmare e immettere in rete.
Ad incastrarlo, immagini e video che lo ritraevano, secondo gli inquirenti, in compagnia di bambine di età compresa tra i 10 e i 12 anni. L’inchiesta era partita un anno fa, a seguito del ritrovamento di una cassaforte che ignoti avevano asportato dall’abitazione di Granata.
Ma i militari, oltre a recuperare documenti e biglietti a suo nome, all’interno del forziere avevano trovato anche quelle videocassette dai titoli inequivocabili.
Analizzate per mesi, avevano svelato particolari squallidi di viaggi che Granata fece in paesi asiatici e dell’America del sud di cui ora dovrà rispondere.
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