Via don Bosco, negozianti in rivolta
Scoppia la protesta dei titolari delle attività che contestano la doppia striscia continua lungo la strada
NUORO. È comparsa da un giorno all’altro lungo la via, mandando su tutte le furie gli operatori commerciali le cui attività si affacciano su quella strada. È rivolta in via San Giovanni Bosco, nel quartiere Badu ’e Carros. Martedì scorso, una doppia striscia continua è stata tracciata lungo l’arteria stradale, dove negli ultimi anni è sorto un importante polo commerciale, volano per l’economia locale, che conta una decina di attività. Una realtà ancora in espansione, punto di riferimento ogni giorno per migliaia di acquirenti, dove attualmente trovano occupazione 120 persone. Ma da giorni, titolari, gestori e lavoratori sono sul piede di guerra: impossibile per gli automobilisti svoltare per entrare negli esercizi commerciali, se non commettendo una grave infrazione al codice della strada. Per andare al distributore Agip, al Simply, all’Eurostock o da “Acqua e sapone”, per citarne alcuni, i clienti devono percorrere anche un chilometro di strada in più, alla ricerca di uno spiazzo dove poter girare, o raggiungere la rotatoria in viale della Resistenza, e immettersi nella corsia giusta da dove accedere al negozio in cui si vuole andare. Nessuna linea tratteggiata davanti alle attività commerciali. Il risultato è presto detto: fuga dei clienti da via San Giovanni Bosco, e crollo degli incassi. «Un’assurdità. Una decisione insensata, che ci blocca il lavoro», protestano infuriati gli esercenti della via. Che evidenziano anche la disparità di trattamento rispetto alle altre vie cittadine «dove – dicono – in prossimità di attività commerciali anche più piccole, è sempre presente la linea tratteggiata che permette la svolta delle auto, e non sono stati eliminati i parcheggi».
«I clienti scappano, una volta che sono in un’altra strada trovano un’altra attività e vanno lì, mica ritornano indietro da noi», spiega Marco Branca del distributore Agip. «È già calata l’affluenza – aggiungono da dietro il bancone del bar del distributore, Marcella Rojch e Anna Maria Seu – E poi, è aumentata la pericolosità della strada. Perché nonostante la doppia striscia continua, più di un automobilista azzarda la svolta».
«Abbiamo registrato il 25 per cento dell’incasso in meno rispetto al 3 luglio dell’anno scorso – rimarca Massimo Sonzogni, direttore del Simply, dove lavorano 60 persone – I clienti si lamentano, il fatturato cala e se non si cambia, rischiamo di lasciare a casa i dipendenti».
«Il Comune ha assimilato questa via a una superstrada, ma è una via commerciale. Non capiamo perché questa penalizzazione nei confronti degli esercizi commerciali di via San Giovanni Bosco», aggiunge l’amministratore del Simply. «Si sta bloccando il nostro lavoro», protesta ancora Maurizio Mureddu, dell’autolavaggio. «Questo è il polo commerciale della città – ribadisce Stefania Secchi, vice responsabile di “Acqua e sapone” – È assurdo voler ostacolare una realtà che sta andando bene». Un polo, evidenziano, che ha anche il merito di aver intercettato un fetta di clientela dell’hinterland nuorese che prima si spostava a Olbia e Oristano per gli acquisti. I commercianti evidenziano anche il degrado della via, con marciapiedi a pezzi, illuminazione pubblica carente, alberi con fronde mai potate che costringono i pedoni a camminare curvi. E poi, le strisce pedonali: alcune tratteggiate di fronte ad aree incolte anziché ai negozi.
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