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Cartonsarda, operai senza Cig La Cisl: «Situazione esplosiva»

di Federico Sedda
Cartonsarda, operai senza Cig La Cisl: «Situazione esplosiva»

OTTANA. «La situazione dei lavoratori della Cartonsarda di Ottana, così come quella di centinaia di altri lavoratori della provincia di Nuoro, sta di giorno in giorno diventando sempre più...

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OTTANA. «La situazione dei lavoratori della Cartonsarda di Ottana, così come quella di centinaia di altri lavoratori della provincia di Nuoro, sta di giorno in giorno diventando sempre più preoccupante». La segretaria generale della Femca-Cisl di Nuoro, Katy Contini, alza la voce per denunciare il dramma dei lavoratori dell’azienda cartaria del gruppo Parodi di Genova, in cassa integrazione dal 2008, che, da sei mesi non ricevono le competenze degli ammortizzatori sociali. «I lavoratori – fa sapere la dirigente sindacale dei lavoratori chimici e tessili nuoresi che aderiscono alla Cisl – sono beneficiari della cassa integrazione in deroga fino al primo giugno 2014. Per i 12 mesi successivi è stata presentata la richiesta di cassa integrazione straordinaria di competenza del ministero del Lavoro. Ancora, però, sono senza copertura economica dal dicembre 2013». Questo significa che i 56 lavoratori della Cartonsarda non hanno percepito né le spettanze della Cig in deroga, né quelle della Cig straordinaria ferma ancora al tavolo del ministero. Non solo. La situazione rischia di diventare drammatica perché, non esiste neppure il salvataggio provvisorio dell’anticipazione da parte dell’Inps.

«Alla mancata copertura economica – sottolinea Contini – si aggiunge l’impossibilità nel breve periodo di accedere all’anticipazione tramite il fondo regionale perché la convenzione con l’Inps non è stata rinnovata». Il rischio è che i lavoratori rimangano a lungo senza l’assegno per sopravvivere. Da qui la denuncia della Femca-Cisl. «Denunciamo – tuona la segretaria provinciale – l’indifferenza da parte delle istituzioni e della politica e, in particolare, dei consiglieri regionali del nostro territorio, che non percepiscono il disagio che vivono centinaia di persone. Servirebbe una loro presa di coscienza sia nei confronti dello Stato e sia dell’assessorato al Lavoro per trovare soluzioni in tempi brevissimi». Tanto più che i lavoratori, giunti allo stremo, minacciano azioni eclatanti per vedersi riconosciuto il loro diritto.

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