La Nuova Sardegna

Nuoro

Arrestato per estorsione, torna in libertà

di Valeria Gianoglio
Arrestato per estorsione, torna in libertà

San Teodoro, il gip rigetta la richiesta di custodia in carcere per il titolare di un residence

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NUORO. Qualche giorno fa, i carabinieri lo avevano arrestato in flagranza con l’accusa di estorsione. Secondo l’accusa e quanto raccolto in una denuncia, infatti, Aurelio Martinelli, 63 anni, imprenditore originario del Bresciano ma residente da tempo a San Teodoro, aveva appena “estorto” 500 euro a due proprietari di altrettanti appartamenti di un residence che lo stesso Martinelli aveva acquistato tempo prima con tanto di terreno, campi da tennis, parcheggi e altre aree comuni. Per l’accusa, Martinelli stava costringendo i due proprietari di alcuni appartamenti a pagare 500 euro al mese per usufruire proprio di quegli spazi comuni che in realtà secondo gli stessi sarebbero dovuti spettare loro in base alle norme e ad alcuni atti.

Tutta la vicenda, nella sua sostanza, era già approdata in una causa civile al termine della quale, tuttavia, l’aveva spuntata proprio Martinelli. Poi si era arrivati alla denuncia penale. Una estorsione bella e buona, avevano concluso, insomma, gli investigatori che qualche giorno fa, il 3 luglio, arrestano Martinelli in flagranza, con i 500 euro ancora in mano. «Frutto di un accordo regolare» ha sostenuto invece ieri, nel corso dell’udienza di convalida, lo stesso Martinelli, rappresentato dall’avvocato Giorgio Murino che ha prodotto anche diverse carte a conforto della sua tesi.

Il gip Mauro Pusceddu, dopo aver convalidato l’arresto fatto dai carabinieri, ha rigettato, tuttavia, la richiesta di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere avanzata dalla Procura nei confronti dell’imprenditore.

Il gip, infatti, accogliendo la richiesta dell’avvocato Murino, ha stabilito che nel caso in questione non ci sono “i presupposti del delitto contestato”. Non c’è stata nessuna estorsione, dunque, secondo il gip. E per diverse ragioni. A cominciare dal fatto che secondo il giudice il reato di estorsione non esisteva perché la pretesa sulla quale si basava è una pretesa che poteva essere tutelata anche davanti all’autorità giudiziaria. Inoltre, secondo lo stesso gip, manca anche l’elemento della costrizione, perché per le due presunte vittime dell’estorsione l’eventuale divieto dei campi da tennis, di una parte della piscina e del parcheggio, non impediva loro comunque di utilizzare il resto della proprietà.

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