Buca mortale, scontro tra periti
Tesi opposte sulle cause dell’incidente in cui morì un ragazzo di 22 anni
NUORO. Confronto in aula tra i periti di accusa e difesa al processo per la morte del motociclista nuorese, Giuseppe Pintori di 22 anni, deceduto sei anni fa, all’altezza del carcere di Badu’e Carros per essere finito contro una buca.
Ieri mattina, davanti al giudice del tribunale monocratico, Antonio Luigi Demuro, il consulente della difesa, l'ingegnere Giuseppe Pelliccioni, ha ribadito che a suo parere il giovane motociclista, avrebbe perso la vita a causa della velocità e del suo stato di ebbrezza, e non a causa della buca. Secondo il perito il giovane stava sorpassando un'auto e sarebbe caduto prima di giungere con la moto alla buca sull’asfalto. La sua tesi sarebbe avvalorata dai danni al cerchio e dai segni lasciati sul marciapiede.
Di parere opposto il consulente del pubblico ministero, l'ingegnere Stefano Ferrigno che nel corso della sua testimonianza ha nuovamente evidenziato che a causare la caduta del giovane che viaggiava sulla sua motocicletta, sarebbe stata la buca che il ragazzo non aveva potuto evitare. Poi sarebbe finito contro il palo morendo sul colpo.
Di fronte alle due opposte tesi dei consulenti, gli avvocati della difesa hanno chiesto una nuova perizia tecnica d'ufficio che il giudice non ha però ritenuto importante.
Per quell'incidente, sono finiti a giudizio due dipendenti del Comune: Maria Manca, allora dirigente del settore manutenzioni del Comune, difesa dall'avvocato Milena Patteri, e Giovanni Antonio Polo, geometra del settore manutenzioni, difeso dall'avvocato Gianfranco Cualbu. Mentre il Comune è tutelato dall'avvocato Giancristian Melis e i familiari di Pintori si sono costituiti parte civile con l'avvocato Basilio Brodu.
L'incidente era accaduto nella tarda mattinata del 26 aprile del 2008, un quarto d'ora prima delle 14. Giuseppe Pintori aveva appena chiamato la sua famiglia che lo attendeva a casa per pranzo, nella zona di Corte.
La moto, una Suzuki Gsx 600, che secondo i rilievi della polizia procedeva a velocità sostenuta era finita contro un palo della luce, dopo che il conducente ne aveva perso il controllo, non è del tutto chiaro se per un estremo tentativo di evitare quella buca, oppure perchè ci sarebbe finita dentro con la ruota anteriore.
Il giovane operaio indossava il casco, ma questo non era bastato a salvargli la vita. L'impatto era stato violentissimo e le lesioni che il ragazzo aveva riportato gli erano state fatali.
La buca incriminata era rimasta a lungo sotto sequestro poi era stata coperta.
La prossima udienza si terrà il 29 settembre. (k.s.)
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