Il polo merci resta soltanto un sogno
Macomer, quasi sicuramente l’importante infrastruttura non si farà più: un altro colpo per l’economia del Marghine
MACOMER. Che si sia trattato solo di un sogno, a lungo accarezzato, che al risveglio ha riportato tutti con i piedi per terra? Facendo prendere atto che forse il polo per le merci tanto sbandierato in più occasioni dai politici regionali, provinciali e comunali, da realizzare nell’area di Tossilo, tra Borore e Macomer, forse non si farà più.
Se così fosse un’altra speranza di rilancio dell’area del Centro Sardegna sarebbe mortificata.
«Senza interventi atti a realizzare le infrastrutture e il Polo trasporto merci è una di quelle – dice Tore Ghisu, presidente dell’Unione dei Comuni e sindaco di Borore – le industrie che operano nell’area continuano ad essere penalizzate».
Del polo intermodale si parla da anni. La Regione sarda aveva anche concesso un finanziamento di 2 milioni e mezzo di euro, tratti dai fondi Europei per lo sviluppo relativamente ai trasporti, ma di quei soldi, almeno allo stato attuale, non è stato speso neppure un euro.
E forse non sono nemmeno più disponibili. Ghisu, ma anche i sindacati territoriali, non nascondono la loro preoccupazione per il silenzio calato sul Polo Merci.
«Anche nell’accordo di programma per il rilancio della Sardegna centrale del 2010 - dice Ghisu - il Polo per il trasporto delle merci veniva considerato uno dei punti qualificanti del documento. E lo stesso concetto è stato ribadito non più tardi di un mese fa durante un incontro tenutosi a Cagliari con l’assessore regionale ai Trasporti, che ha riconosciuto l’esigenza urgente di rilanciare il territorio».
Eppure nell’area industriale di Tossilo ci sono realtà produttive molto interessanti, che operano con buoni risultati. Ma che, per poter sostenere la concorrenza, devono essere messe in condizioni di contare su servizi indispensabili, e il Polo, insieme al piano per lo sgravio dei costi dell’energia, lo è.
«A tossilo non c’è neppure la banda larga – dice Ghisu –. C’è quasi l’impressione che una sorta di sottovalutazione di questi aspetti portano a rendere meno competitiva l’area industriale di Tossilo e a privilegiarne altre. Noi sosteniamo l’esigenza di avere delle aree industriali che ritrovino il proprio ruolo. Se non si creeranno le infrastrutture necessarie per rilanciare le industrie fare impresa in questo territorio sarà sempre più difficile». Da Macomer sono anni che in ferrovia non parte nessun tipo di merce. Qualcosa arriva ancora grazie alla presenza della caserma del Genio militare. Il resto delle merci si muove su gomma. Questa ormai sembra essere la strada tracciata e tornare indietro appare difficile, se non impossibile. Presso la stazione ferroviaria cittadina, dopo il pensionamento dell’impiegata responsabile, l’ufficio merci è stato chiuso.
La paura, soprattutto per i titolari delle imprese che operano a Tossilo, è che, visto il silenzio calato sul progetto Polo trasporto merci, ritenuta importantissima per il rilancio dell’area, vada nel dimenticatoio e non si faccia più.
La mancata realizzazione dell’importante infrastruttura sarebbe l’ennesima mazzata per tutta la zona, che ha già dovuto subire le conseguneze dello smantellamento del polo tessile e di altre industrie che contribuivano a creare reddito in tutto il Marghine.
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