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INVIATO A SAN TEODORO. L’Unione dei Comuni “Riviera di Gallura” è nata ufficialmente ieri mattina con la firma dei sindaci dei tre paesi che hanno deciso di fare di necessità virtù, creando un ente intermedio che comprende San Teodoro, Budoni e Loiri Porto San Paolo. Tre centri simili, per esigenze e vocazione, che nell’ultimo anno sono riusciti a portare a termine un progetto nel cassetto da diverso tempo, specie da quando ha cominciato a serpeggiare la consapevolezza che le Province avrebbero avuto vita breve, ma mai decollato. Quasi una formalità, i Consigli avevano già votato le delibere e c’era accordo su tutto. La firma è stata apposta dai primi cittadini accompagnati dai rispettivi segretari comunali dopo un breve incontro nel municipio di San Teodoro: Giuseppe Meloni e Anna Bonu per Loiri Porto San Paolo, Tonino Meloni e Graziella Petta per San Teodoro, Giuseppe Porcheddu e Michele Sanna per Budoni.
«E una bella giornata – dice il sindaco di Loiri, Giuseppe Meloni subito dopo –, abbiamo firmato l’atto costitutivo dell’Unione. Non c’è stato alcun problema, la procedura è stata ripresa da quando è stato eletto Porcheddu, dato che il predecessore Brundu era in scadenza di mandato. A quel punto ci siamo ritrovati tutti e tre con almeno un paio di anni a disposizione e abbiamo potuto accelerare. C’è condivisione serena su tutte le questioni poste all'interno dello statuto. Ma ora arriva il difficile: dobbiamo dare un seguito a tutti i grandi propositi per quanto riguarda quei servizi che riteniamo opportuno esercitare in forma associata.
«C’è accordo su tutto – conferma Tonino Meloni, sindaco di casa e che ospiterà, in un’ala del vecchio Comune, la sede dell’Unione –. Siamo soddisfatti, ora bisogna dare gambe al progetto. Non deve essere un contenitore vuoto, più servizi avremo in comune, più potremo contare dal punto di vista numerico. Muoversi insieme significa avere la forza di un centro di 15 mila abitanti, il che ci consentirebbe di usufruire di maggiori mezzi, di coordinarsi meglio e dare più visibilità al territorio. Ad esempio per gli uffici turistici».
«Adesso l’Unione dei Comuni ha tutti i crismi per partire – dice Giuseppe Porcheddu, sindaco di Budoni–. Il prossimo passo sarà la nomina da parte di ogni Consiglio comunale ora ogni consiglio comunale dei componenti del Consiglio dell’Unione, uno per la maggioranza e uno per l’opposizione, che insieme ai sindaci ne faranno parte. La prima riunione potrebbe essere a settembre. Vista la carenza di personale, restiamo in attesa della legge di riordino degli enti locali specie: la Regione potrebbe consentirci di attingere dalla ormai ex Provincia. L’obiettivo è valorizzare la reale vocazione dei nostri territori, in particolare quella turistica, mettendo in campo sinergie comuni. Sono molto fiducioso: abbiamo costruito una scala con pochi gradini, ora dobbiamo avere la capacità di ottimizzare le nostre esigenze per salirci sopra».
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