Bloccato il Puc di Orosei
La Regione rinvia il piano urbanistico al Comune per la rimozione dei vizi
OROSEI. Parlare di bocciatura su tutti i fronti del Puc non è corretto, ma l'effetto provocato dalla comunicazione della direzione dell’assessorato regionale agli Enti locali e Urbanistica al Comune di Orosei sostanzialmente è quello. «Lo strumento urbanistico del Comune di Orosei approvato dal consiglio comunale lo scorso 3 marzo è riammesso all’amministrazione comunale che dovrà provvedere alla rimozione dei vizi evidenziati ed alla correzione ed integrazione dell'atto di pianificazione». E i rilievi che la Regione muove all’indirizzo del Puc di Orosei sono talmente tanti e tali da prevedere una sorta di nuova stesura del documento. E dire che proprio in occasione di quella adozione la maggioranza aveva annunciato di aver prodotto tutte le documentazioni mancanti (tra le quali la Vas e la zonizzazione acustica) e quindi di attendersi una rapida e positiva risposta da parte della Regione. Così non è stato, e sin da una prima lettura del dispositivo regionale si evince come ad essere contestati non siano particolari di poco conto ma di fatto l'intero impianto del documento. «Questa amministrazione ha sostanzialmente riadottato il Puc redatto dall’Ufficio di Piano diretto da Sandro Roggio – tiene a specificare il vice sindaco e assessore all'Urbanistica del Comune di Orosei Salvatore Bua – Un progetto che peraltro aveva già avuto un preventivo parere di conformità da parte della Regione. L'unica sostanziale differenza con il Puc di Roggio, riguarda l'inserimento nel Puc di due zone F costiere (Su Mutrucone e Fuile 'e mare ndc) che questa amministrazione ritiene fatte salve dal “decreto salvacoste” di Renato Soru del 2004. Tutto il resto è rimasto invariato. Ed è per questo motivo che non capiamo la posizione assunta dagli uffici della Regione che ora invece muovono rilievi praticamente su tutti i fronti del Puc». Fermo restando che anche sulle due lottizzazioni costiere la Regione pone seri dubbi di legittimità, ad essere rimandata sonoramente con tutti i debiti formativi possibili è in effetti tutta la progettazione nel suo insieme. Ad incominciare dal dimensionamento del Piano, ritenuto ampiamente sopravalutato, per passare ai confini del centro storico matrice, alla delimitazione della zone A e B e delle nuove zone di espansione (siano esse zone C, F4, D o S), al mancato adeguamento del regolamento edilizio, sino alla bocciatura delle zone di riqualificazione. Occorreranno non meno di nove mesi/ un anno infatti perchè il Comune riesca a soddisfare le osservazioni della Regione. Senza contare che per procedere ad un nuovo affidamento il Comune dovrà dimostrare di avere l'opportuna copertura finanziaria.
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