Accordo di Tossilo, sblocco dei fondi
L’assessore Paci incontra i sindaci e promette le risorse Almeno 20 milioni di euro per le imprese del territorio
MACOMER. La situazione di crisi in cui versa il territorio ha fatto scattare un campanello d’allarme che non può più essere ignorato dalla politica. Occorrono provvedimenti urgenti in grado di dare sostegno all’economia locale. «I segnali della crisi hanno acceso una spia rossa che non può essere sottovalutata – ha detto l’altra mattina il sindaco di Sindia Luigi Daga durante l’incontro con l’assessore regionale alla Programmazione Raffaele Paci, tenutosi nell’aula Consiliare di Macomer –. Difficoltà di accesso al credito a causa delle banche che non prestano soldi, eccesso di burocrazia che impedisce di ottenere finanziamenti regionali, politiche che fanno poco per sostenere le produzioni locali, non aiutano le aziende di crescere».
L’accordo di programma del 2010, che intendeva fornire uno strumento per il rilancio delle imprese che operano nell’area industriale di Tossilo, a distanza di quattro anni, a causa della sua “farraginosità” si è rivelato inefficace. «Alla situazione drammatica sul piano sociale - ha detto Tore Ghisu, presidente dell’Unione dei Comuni e sindaco di Borore – che vivono i paesi ricompresi nell’area di crisi di Tossilo, l’altra mattina, nell’incontro con l’assessore regionale alla programmazione, si è cercato di dare risposte attraverso la rimodulazione e l’utilizzo delle somme residue relative all’accordo di programma del 2010». Prima dell’incontro, al quale hanno partecipato i sindaci dei cinque comuni ricompresi nell’area di Tossilo, le organizzazioni sindacali territoriali e i rappresentanti della confindustria nuorese, si parlava di 20 milioni di euro. Ma, stando alle cifre snocciolate dal direttore del Bic Sardegna, sembrerebbe che quell’importo debba essere ridimensionato. «In primo luogo – ha spiegato Ghisu – è necessario stabilire con precisione l’entità delle risorse residue e soprattutto far sì che restino nel territorio. Dopo aver analizzato le difficoltà che hanno fortemente penalizzato l’attuazione dell’accordo di programma del 2010 è urgente che vengano posti in essere correttivi che consentano di invertire la rotta. Così com’è strutturato rende difficile l’accesso al credito delle aziende, per le quali deve essere individuata la possibilità di ottenere prestiti a tasso zero». All’assessore Paci gli amministratori locali, i sindacati e i tecnici, hanno chiesto interventi rapidi e soprattutto procedure snelle per l’accesso al credito. «I soldi ci sono», ha detto Paci. «Sì, ma quanti?», si sono chiesti tutti i presenti. La speranza di attingere ai fondi regionali di cui all’accordo di programma del 2010 produsse 160 richieste di finanziamento. Molti dei richiedenti però, a causa della complessità dell’istruttoria, nonché per la mancanza di fondi propri necessari per avviare l’investimento, ritirarono quasi subito le domande. A distanza di quattro anni le aziende che sono riuscite a ottenerere i soldi sono state soltanto 47, meno di un terzo di quelle che avevano risposto inizialmente.
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