La Nuova Sardegna

Nuoro

Manca: la politica apra sempre più ai giovani

di Gianluca Corsi

Al convegno del Pd il dibattito sul rinnovamento. E il segretario annuncia: non mi ricandido

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NUORO. Nessuna pagella a chi ha governato (e governa) la città da almeno un ventennio, ma alla fine – a saper leggere tra le righe – dal convegno «Rivoluzione giovani, Nuoro Cambia verso» organizzato all’Euro Hotel dal segretario del Pd cittadino Francesco Manca, qualche bordata è partita davvero. È lo stesso Manca a ripetere, non appena sfuma il sottofondo musicale di “Beautiful day” degli U2, il karma «non siamo qui per dare pagelle a nessuno», ma aggiunge, mutuando lo slogan di Matteo Renzi (l’Italia cambia verso): «anche Nuoro deve cambiare verso». Sorvola quasi sulle polemiche scoppiate all’interno del suo stesso partito (in particolare dal vicesegretario e consigliere comunale Antonio Arghittu e dal capogruppo del Pd in Comune, Giovanni Deiana), e preferisce soffermarsi su due elementi che, a suo dire, potrebbero far uscire la città e il territorio dalla crisi (economica, sociale, demografica che li attanaglia: idee e rinnovamento.

«E proprio sul rinnovamento _ annuncia Francesco Manca _ voglio essere il primo a dare l’esempio, non ricandidandomi alla segreteria del Partito democratico di Nuoro; ma è giusto che anche i segretari di circolo, di sezione e così via vengano eletti con le primarie». La crisi del Nuorese , insomma, può essere risolta soltanto da chi questa città e questa provincia la abita, partendo, però, da un rinnovamento generazionale.

«Niente pagelle», certo, ma anche un elenco di “cosa non è riuscita a diventare Nuoro” che chiama in causa le classi dirigenti degli ultimi decenni: non ancora città realmente universitaria, non più (forse) terzo polo sanitario, messo in serio pericolo dall’operazione Qatar Foundation-Bambin Gesù a Olbia, non più città industriale da parecchi anni, non ancora città turistica e, probabilmente, neanche di servizi, visto che negli ultimi anni sono scomparsi, nel disinteresse generale, la Banca d’Italia (Nuoro era la seconda tesoreria della Sardegna), ufficio provinciale del Tesoro e, se non si interviene seriamente, anche la Motorizzazione civile, mentre il taglio forsennato delle Province rischia di toglierle persino il ruolo guida dell’intero territorio. Le soluzioni provano a darle i tanti giovani (professionisti, piccoli imprenditori, studenti) che affollano la sala convegni dell’Euro Hotel.

L’escamotage è un giochino, «5 minuti da sindaco”, con tanto di “conta-minuti” gigante sullo schermo. Gli interventi programmati, che pure hanno avuto l’utilità di rompere il ghiaccio, hanno preso, forse, un po’ troppo tempo a eventuali apporti più freschi e spontanei di comuni cittadini.

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