La Nuova Sardegna

Nuoro

“Su contu de Antoneddu”, fumetto in sardo dell’oratorio

“Su contu de Antoneddu”, fumetto in sardo dell’oratorio

NUORO. Quando le classiche “nuvolette” dei fumetti parlano in sardo, quasi sicuramente c’è lo zampino di Manuelle Mureddu. Non per niente il giovane illustratore e scrittore nuorese è stato il primo...

2 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Quando le classiche “nuvolette” dei fumetti parlano in sardo, quasi sicuramente c’è lo zampino di Manuelle Mureddu. Non per niente il giovane illustratore e scrittore nuorese è stato il primo professionista a pubblicare con continuità storie scritte e disegnate in sardo. Il suo “Arbarèe. Contos de sa terra de s‘Arbore” è ormai introvabile, mentre è dell’anno scorso “Oi mama”, pubblicato dall’editore Condaghes. E proprio a Manuelle Mureddu ha pensato l’Acli di Nuoro per il suo progetto educativo per bambini, finanziato in buona parte dalla Fondazione del Banco di Sardegna, realizzato in sinergia con le parrocchie della Beata Maria Gabriella e Sacro Cuore di Nuoro e da cui è scaturita la pubblicazione “Su contu de Antoneddu”. «Il progetto – ha spiegato Salvatore Urru, presidente dell‘Acli provinciale di Nuoro – nasce con l’obiettivo di valorizzare l’uso del sardo tra i più piccoli». Partito a ottobre del 2013 e andato avanti fino alla fine dello scorso maggio, il laboratorio di fumetti, condotto da Mureddu, ha coinvolto diversi bambini appartenenti alle due parrocchie cittadine, con due incontri settimanali (uno per parrocchia) di due ore ciascuno, durante i quali i bambini “metropolitani” si sono avvicinati al sardo. Il lavoro finale è un divertente fumetto in sardo-nuorese di 24 pagine con una sceneggiatura realizzata interamente dai bambini coinvolti. «Si è trattato di un percorso fecondo – ha precisato ancora Urru – nato dalla collaborazione tra Acli, parrocchie, Fondazione e città». Anche don Pietro Borrotzu, parroco della Beata Maria Gabriella, ha insistito sull’importanza delle sinergie. «Con questa esperienza – ha detto ancora don Borrotzu – si carica davvero di contenuti la parola “oratorio”, inteso come luogo di socialità, inclusione e accoglienza». Un esempio di sinergia che funziona, dunque, come ha ribadito lo stesso Manuelle Mureddu: «La collaborazione è stata fondamentale anche per portare, finalmente, qualcosa nelle periferie di Nuoro. Anche il prodotto finale è totalmente “corale”, ed è basato su due colonne portanti sulle quali io e salvatore Urru abbiamo subito convenuto: il sardo come lingua veicolare dei laboratori e del libricino, e – cosa non scontata – il livello professionale doveva essere “alto”». A settembre ci sarà il secondo step del progetto, con la presentazione alla città da parte degli stessi bambini. (g.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative