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Nuoro

Confindustria contesta la soppressione della linea per Genova

di Lamberto Cugudda
Confindustria contesta la soppressione della linea per Genova

Arbatax, duro intervento del presidente contro l’accordo La nave durante l’inverno non effettuerà alcuna corsa

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ARBATAX. Confindustria della Sardegna centrale, con il presidente Roberto Bornioli, si schiera «contro la soppressione dello scalo di Arbatax dalla tratta Genova-Olbia e chiede alla Regione e alla Tirrenia di rivedere la scelta».

Bornioli afferma: «La soppressione dello scalo di Arbatax dalla linea invernale Genova-Olbia è un brutto segnale per l’Ogliastra, che ancora una volta viene penalizzata dalle scelte politiche dello Stato e della Regione. Scelte calate dall’alto che continuano a marginalizzare sempre gli stessi territori, quelli deboli e con servizi pubblici già ristretti. Per questo chiediamo alla Regione e alla Tirrenia di rivedere la decisione presa, anche in considerazione dell’importanza sociale che questa linea riveste per l’Ogliastra». Per Confindustria della Sardegna centrale, se la riduzione da giornaliero a trisettimanale della linea invernale Civitavecchia-Cagliari rappresenta un depotenziamento dell’offerta, non si deve scordare che la linea Civitavecchia-Arbatax è già oggi limitata a due giorni a settimana anche nei mesi estivi. I tagli decisi con il nuovo accordo Tirrenia-Regione depotenziano dunque rotte già deboli e già oggi poco sviluppate. «A fronte di benefici che ricadranno su tutta l’isola (riduzione delle tariffe e altre agevolazioni ai sardi non residenti) – prosegue il presidente dell’Associazione degli industriali – i tagli andranno soprattutto a svantaggio del porto di Arbatax, delle imprese e dei cittadini ogliastrini. Più che una razionalizzazione, l’eliminazione di Arbatax dalla linee Genova-Olbia è di fatto un taglio, la soppressione di un servizio che colpisce direttamente gli scambi commerciali ogliastrini e il suo tessuto produttivo ed economico già debole». A parere di Confindustria questo accade nel quadro di un progressivo arretramento dello Stato e della Regione dal territorio: «La marginalizzazione del porto si affianca infatti alla messa in discussione del trenino verde e a una politica di ridimensionamento dei servizi tecnici e amministrativi sul territorio. Vedasi la riduzione dei giorni di apertura dell’ufficio dogane, i ritardi nell’apertura del reparto di Emodinamica in ospedale, il ridimensionamento degli uffici giudiziari. In un territorio come l’Ogliastra, penalizzato da uno spopolamento costante, non possono essere soltanto i numeri a dettare le regole. Così facendo si indeboliscono aree già sofferenti, rafforzando un circolo vizioso che si autoalimenta, per cui al ridursi della popolazione si tagliano i servizi e ciò porta, a cascata, ulteriore impoverimento: le aziende e i cittadini privi di servizi primari si spostano verso aree più efficienti e con più servizi. Occorre invece invertire la tendenza per bloccare un fenomeno altrimenti irreversibile».

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