«Basta con il saccheggio del Nuorese»
Il presidente della Camera di commercio d’accordo con la spending review ma con un doveroso equilibrio tra territori
NUORO. «Nuoro come Washington». Un parallelo che potrebbe sembrare assurdo e improponibile, ma che, andando ad approfondire la questione, tanto peregrino poi non è. A lanciare il parallelo tra il capoluogo del centro Sardegna e la capitale degli Stati Uniti è il presidente della Camera di commercio e della Confcommercio, Agostino Cicalò, che prima di essere preso per presuntuoso e visionario si è affrettato a spiegare la sua posizione. «Nuoro come Washington – ha spiegato Agostino Cicalò – non sarebbe altro che un doveroso atto di perequazione. Perchè? Non sempre la città più grande è la capitale di uno Stato. Washington lo è degli Stati Uniti così come Camberra è dell’Australia, nonostante siano altre le città più grandi e più ricche di quei due stati: New York e Sidney. Ed ecco allora il parallelo della mia sparata iniziale: la posizione baricentrica di Nuoro potrebbe consentire di trasferire agevolmente nei nostri territori quegli uffici che sono oggi dislocati nel nord e, soprattutto, nel sud della Sardegna. Basta con il saccheggio del Nuorese. Siamo pronti ad affrontare questa sfida – ha aggiunto il presidente – che non comporterebbe alcun disagio per l'erogazione dei servizi ai cittadini. In un mondo ormai digitalizzato, gli uffici possono essere localizzati ovunque. Sia chiaro che non dev’essere una battaglia tra poveri, ma la definirei come sacrificio omogeneo. Perché la sede dell’Unioncamere deve stare a Cagliari? Costringendo i componenti a lunghe trasferte e favorendo sempre quelli che vivono nel sud Sardegna, che non conoscono la situazione degli altri territori, i disagi, i problemi. Decentrare certi uffici servirebbe per fare prendere coscienza a molti di loro di quali siano le condizioni in cui si opera alla periferia dell’impero».
Il presidente della Camera ha incassato la solidarietà di istituzioni, imprenditori, sindacati nella vertenza per il salvataggio dell’ente nuorese che rischia la chiusura. Cicalò è schierato con i lavoratori che si stanno mobilitando per salvare la Camera, con il sostegno convinto dei colleghi degli altri uffici dello Stato che saranno tagliati. E proprio partendo dalla crisi di un territorio abbandonato dallo Stato,Cicalò si è ricollegato al nuovo dramma annunciato dai sindacati: la chiusura del supermercato Conad di Prato Sardo con la conseguente perdita del lavoro per i venti dipendenti.
«Meno tasse, più consumi è la formula più semplice del mondo per rilanciare il commercio. Quando parliamo di ridurre le tasse – ha aggiunto – ci riferiamo non solo a quelle destinate al Governo centrale, ma a quelle locali. Non ci aspettiamo che le amministrazioni provinciali e comunali abbiano strumenti miracolosi per ridurre l'imposizione, ma siamo convinti che una gestione più accorta potrebbe allentare la morsa fiscale. Senza dimenticare – ha concluso Agostino Cicalò – il tema degli evasori. Le strutture della pubblica amministrazione per decenni hanno sostenuto i consumi nel Nuorese grazie ai posti di lavoro e ai relativi redditi. E queste strutture, nel rispetto dei doverosi principi di razionalizzazione, devono essere preservate. I processi di spending review, che comunque condividiamo nell'ottica di ridurre l'imposizione fiscale, devono essere realizzati basandosi sulla massima efficienza ma anche sulla equa distribuzione dei sacrifici: il Nuorese non può più essere il territorio della Sardegna su cui si scaricano le esigenze di contenimento della spesa pubblica nazionale e regionale». (plp)
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