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Fucilate e poi il fuoco per distruggere il fienile

Fucilate e poi il fuoco per distruggere il fienile

Misteriosa intimidazione nelle campagne di Tanca Noa, nel mirino una famiglia di allevatori

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OROTELLI. Prima le fucilate contro i mezzi agricoli all’interno del fienile, giusto per lasciare il segno. Poi, armati di liquido infiammabile, i malviventi hanno dato fuoco alle balle di fieno ordinatamente custodite dentro il capannone. Poco dopo le 21 di sabato, nelle campagne di Tanca noa, a pochi chilometri da Orotelli, nei pressi del bivio per Bottidda, si è scatenato un inferno di fuoco. Nel mirino l’azienda agricola di un allevatore del paese, Salvatore Putzulu di 75 anni, che gestisce l’attività con i figli. I Putzulu avevano lasciato l’ovile solo da qualche ora quando, intorno alle 21.30, sono stati avvisati dai vicini di pascolo della colonna di fumo che proveniva dalle loro campagne. Vista l’entità dell’incendio, gli allevatori hanno chiamato i vigili del fuoco del comando di Nuoro che hanno solo potuto limitare i danni per un trattore, ma non per un camioncino usato per trasportare il fieno che è andato completamente distrutto. Oltre 100 balle di foraggio, che i pastori avevano raccolto a giugno, sono state ridotte in cenere. Le operazioni di spegnimento si sono concluse alle 5 del mattino, dopo oltre 8 ore di lotta contro le fiamme. I Putzulu, famiglia nota a Orotelli (qualcuno con precedenti penali di poco conto), hanno presentato denuncia ai carabinieri. Sul posto sono intervenuti anche i militari della compagnia di Ottana, al comando del capitano Alessio Zanella, che hanno avviato le indagini. Ignote, finora, le cause dell’intimidazione. Un episodio pesante, aggravato dalla presenza di quei quattro fori (presumibilmente provocati da fucilate) sui mezzi agricoli parcheggiati all’interno del capannone. Salvatore Putzulu, sentito dai carabinieri insieme ai figli, non ha saputo dare alcuna spiegazione sui motivi che avrebbero spinto i malviventi ad agire contro di loro. Intanto, gli inquirenti, che lavorano nel più assoluto riserbo, non tralasciano alcuna ipotesi. Si scava nell’intricato mondo delle campagne, sul passato, sulle amicizie e sulle conoscenze dei Putzulu, con la speranza di riuscire a dare un senso al movente dell’intimidazione che avrebbe potuto provocare danni ben più gravi. Nel pomeriggio sono iniziati i primi interrogatori da parte degli inquirenti che sono a caccia dei tasselli utili per ricostruire l’esatta dinamica dell’attentato. Ulteriormente importante sarà l’esito della relazione dei vigili del fuoco che, da subito, hanno escluso qualsiasi dubbio sull’origine dolosa dell’incendio. (f.s.)

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