Cala il sipario su Domusdeteatro
Successo per il festival che ha fatto tappa anche a Bitti e Posada
LULA. Dopo nove giorni di grandi emozioni e riflessioni, è calato il sipario sul festival Domusdeteatro 2014-Ilos de Istiu organizzato da Ilos di Lula con la collaborazione dei comuni di Lula, Bitti e Posada e patrocinio dell’assessorato regionale alla Pubblica istruzione. «Nonostante i tagli sempre più assurdi, lasciando pochissimo margine allo spettacolo, nonostante tutto cerchiamo di mantenere alta la barra. Fortunatamente ci sono collaborazioni che si sono trasformate in rapporti di amicizia. Ci sono compagnie che fanno sconti per tenere alto lo spettacolo, ma è ingiusto, sono lavoratori. Lavoratori dello spettacolo», è lo sfogo del direttore artistico Elena Musio. Dopo aver ringraziato le amministrazioni comunali che “continuano a crederci” e i giovani che stanno aderendo, entra nel merito di un Festival che ha viaggiato sullo sviluppo della persona in tutti i suoi aspetti, corpo, mente e spirito, ruotando attorno all’aspetto dell’alimentazione (Chichì Chicò o Una notte Tuttifrutti di Ambaradanteatro) e dell’abitazione (Lumachè Lumacò di Teatrodallarmadio). Testi in chiave comico-ironica come “Fritto misto e baccalà” (compagnia l’Effimero Meraviglioso) o teatrale e dell’arte marziale come “Mulan” (Abaco Teatro) o in chiave parodistica delle vicende dei “Promessi sposi” (Akroama). Grande interesse ha destato l’incontro con Patricia Savastano, l’ambasciatrice culturale dell’Argentina per il mondo con Progetto Sirene, che in “Risonanze-Arte e Salute” ha, in modo brillante, disquisito sugli antichi modi di guarigione, o nella rappresentazione “Così come la schiuma del mare”, dove la sirena, innamorata di un pescatore, rinuncia alla coda e viaggia nel tempo alla ricerca della sua pace fra risate e riflessioni, o in “Labirinti sensbili”, un laboratorio in continua trasformazione, interattivo-sensoriale a gruppi di 9 persone per volta. Tutti soddisfatti per il riscontro del pubblico: i sindaci Tola di Posada, Calia di Lula e Ciccolini di Bitti, che nonostante le magre risorse continuano a credere nel Festival. (b.a.)
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