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Nuoro

Diga di Cumbidanovu, tutti uniti per la ripresa

di Nino Muggianu
Diga di Cumbidanovu, tutti uniti per la ripresa

Orgosolo, sindaci e sindacati hanno chiesto l’intervento della Regione «Il cantiere deve riaprire entro il 30 novembre, a rischio i posti di lavoro»

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ORGOSOLO. «I lavori fermi dal 2012 sulla diga di Cumbidanovu devono andare avanti, ne va dello sviluppo del territorio dei comuni a valle e della tutela dei lavoratori. È un caso unico, ci sono i fondi ma è tutto fermo. La politica si deve impegnare di più ed avere più coraggio per risolvere i problemi, che non sono causati, nè dalle famose fessurazioni, nè dai danni del ciclone Cleopatra».

In estrema sintesi sono i punti salienti toccati durante l’ incontro organizzato dalla Filca-Cisl di Nuoro, mercoledì scorso a Orgosolo. Non c'è stato l'afflusso di gente auspicato. Assenti, seppure invitati, i rappresentanti dell’impresa appaltatrice, ma soprattutto la gran parte dei 46 operai.

«Il cantiere della diga di Cumbidanovu deve riaprire entro il 30 novembre», ha chiesto il segretario generale della Filca-Cisl Giovanni Matta al capo di gabinetto dell'assessorato regionale dei lavori Pubblici, Gianfranco Congiu.

Al confronto hanno partecipato, fra gli altri, gli amministratori di Orgosolo e Oliena. Quasi tutti gli interventi hanno sottolineato senza mai nominarla ,l'appello alla prudenza lanciato qualche giorno fa dalla Cgil di Nuoro. Giovanni Marongiu Filca Nuoro ha fatto la cronistoria dei lavori per la realizzazione della diga e della delicata posizione dei 46 lavoratori in cassa integrazione in deroga che è stata assicurata fino al 31 di agosto.

«Lo spettro del licenziamento è dietro l’angolo visto che oggi il governo non ha ancora deciso la cifra che sarà destinata alla Sardegna. Vogliamo che il lavoro sulla diga continui. Basta con le incompiute e le devastazioni del territorio».

«Un incontro che abbiamo accettato di buon grado – ha sottolineato il sindaco di Orgosolo, Dionigi Deledda –. La pazienza è finita e chi di dovere deve essere determinato e prendere le giuste decisioni. Sono passati 25 anni dall’inizio dei lavori – ha aggiunto – e non si sono motivi perchè non vengano conclusi. Il comune di Orgosolo ha comunque incaricato un avvocato per chiedere i danni e ripristino dello stato dei luoghi».

«Bisogna uscire da questa posizione di stallo – ha detto inoltre il primo cittadino di Oliena, Salvatore Serra – È un problema sentito dalle nostre comunità per le quali la diga ha un’importanza fondamentale. Vorrei – conclude – che la politica si impegnasse di più per tutelare i lavoratori e il nostro territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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