La Nuova Sardegna

Nuoro

Un piano di rilancio per il Nuorese

di Tiziana Simula
Un piano di rilancio per il Nuorese

Presentato il pacchetto di proposte elaborato e condiviso da enti locali, sindacati e organizzazioni del mondo produttivo

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NUORO. Come un paziente in coma. Colpito non solo da un declino economico, ma anche sociale e demografico. Così è il Nuorese, “strozzato” da una recessione ancora più profonda che nel resto dell’isola. Per cercare di rianimare la Sardegna centrale, questa volta, si mobilita il territorio intero: gli enti locali, le parti sociali, le organizzazioni che rappresentano il mondo produttivo. Tutti insieme. Uniti. Pronti a rivendicare risposte da parte di Regione e Governo per fronteggiare le tante emergenze, azioni capaci di favorire la ripresa degli investimenti e dei consumi, di riagganciare lo sviluppo.

Le rivendicazioni. Lo fanno con un “Piano per il rilancio”: un progetto condiviso da Provincia, Comune, Confindustria Sardegna centrale, segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil e organizzazioni di categoria. Una piattaforma di rivendicazioni, con la quale il Nuorese chiede che i problemi della Sardegna centrale e delle sue zone interne siano tra le priorità dell’agenda politica regionale. «Non si può fare economia di ossigeno se un paziente è in coma», ha detto il sindaco Alessandro Bianchi. Che ieri ha presentato il Piano, insieme alla rappresentanza degli enti che hanno elaborato la piattaforma di rilancio. «Chiediamo risposte al dramma che questo territorio vive e denuncia da anni – ha detto –. Ci sono dati allarmanti che parlano di una recessione gravissima del Nuorese, sui quali c’è poco da discutere. La carenza delle infrastrutture che mette la nostra provincia agli ultimi posti in Italia, è sotto gli occhi di tutti. Così come ci sono accordi di programma e interventi sulla filiera produttiva per le aree di crisi, che sono ancora al palo. Ci sono emergenze sulle quali c’è poco da dibattere. Occorrono risposte». Per questo, i protagonisti dell’intesa chiedono al governo regionale e nazionale l’attivazione di un tavolo. Alla Regione, in particolare, si sollecita il recepimento delle linee di indirizzo per lo sviluppo contenute nel Piano di rilancio. «Faremo una richiesta di incontro ufficiale al presidente Pigliaru da tenersi a Nuoro – ha aggiunto il presidente della Provincia, Costantino Tidu –. Vogliamo impegni precisi. Nella nuova programmazione regionale ci devono essere risposte per il Nuorese. Ci dev’essere una task force che segua esclusivamente le emergenze della Sardegna centrale». E a conferma della drammaticità della situazione, arrivano i dati. Quelli della disoccupazione, ad esempio: 6mila disoccupati nel 2013, con un tasso del 38% di disoccupazione giovanile (18-24 anni). E quelli del mondo produttivo. Con una riduzione delle imprese, nel 2013, pari a meno 1,9% (2.027 cancellazioni a fronte di 1.508 nuove iscrizioni). Solo alcune delle emergenze per le quali i protagonisti dell’intesa, attendono interventi.

Il Piano. Per far ripartire il territorio, il Piano indica delle linee guida che prevedono la valorizzazione dell’ ambiente e l’incentivazione del turismo, azioni a sostegno della formazione e della cultura. Ma anche strategie per sostenere il tessuto produttivo attraverso l’ attuazione degli accordi di programma per le aree di crisi (Tossilo, Ottana, Siniscola e Pratosardo) e una fiscalità di vantaggio per le imprese. E, ancora, l’elaborazione di un piano per le infrastrutture, il potenziamento dei collegamenti e l’abbattimento del digital divide con la diffusione della banda larga in tutta la provincia, carenza quest’ultima, che rende ancora meno appetibile per le imprese investire nel territorio. Tutto ciò, tutelando e rafforzando l’esistente. A cominciare dalla sanità, messa a rischio dai tagli.

I protagonisti. Il segretario provinciale della Cisl, Michele Fele, ha rivolto un appello ai parlamentari sardi «perché facciano sinergia nell’interesse della Sardegna, senza guardare né a destra, né a sinistra », e ha contestato il «cagliaricentrismo, che sta prendendo sempre più piede». Il segretario provinciale della Cgil, Salvatore Pinna ha rimarcato l’importanza del Piano, «un progetto di sviluppo che parte dal basso, condiviso da tutti gli attori del territorio». Dicendosi pronto a una protesta di piazza «se non ci saranno risposte». «Abbiamo bisogno di spaccare gli argini territoriali e creare una rete forte per portare al tavolo della Regione le emergenze della Sardegna», ha ribadito il segretario regionale della Uil, Francesca Ticca. «Dobbiamo essere granitici nella nostra rivendicazione: chi ci governa non ci pensa nè con la testa, nè col cuore. Non c’è attenzione per il centro Sardegna», ha rimarcato il presidente di Confindustria Roberto Bornioli, che questa battaglia la porta avanti da tempo. Presenti anche Stefano Ferranti della Confagricoltura e Francesco Sanna della Confcooperative, che hanno sottolineato le problematiche dei rispettivi comparti. A rappresentare i Comuni, il sindaco di Siniscola, Rocco Celentano, che ha messo l’accento sul problema energetico, sui trasporti e la sanità, e il primo cittadino di Macomer, Antonio Succu, che ribadito l’urgenza di una fiscalità di vantaggio per le imprese «per rilanciare le nostre risorse».

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