La giostra sotto il balcone di casa «Basta, è impossibile dormire»
SINISCOLA. Alla fine hanno appeso fuori dalla loro abitazione un grande lenzuolo, nella speranza che almeno così, la loro protesta venga sentita. Giuliana Melinu e il suo compagno Marco, sono...
SINISCOLA. Alla fine hanno appeso fuori dalla loro abitazione un grande lenzuolo, nella speranza che almeno così, la loro protesta venga sentita. Giuliana Melinu e il suo compagno Marco, sono esasperati, «costretti a subire il rumore assordante delle giostre», scrivono a grandi lettere sul lenzuolo bianco. Dal 25 luglio scorso, per loro, che abitano in via Palermo, alla Caletta, è diventato impossibile riposare, con quei giochi piazzati sotto la finestra della camera da letto. Il Tagatà, divertimento per tanti giovani, si è trasformato in un incubo per la coppia, tra rumori dei pistoni, urla di chi sale sulla “ballerina”, e un gruppo elettrogeno che alimenta il tutto, sistemato a una decina di metri dalla finestra. «Chiediamo che le giostre vengano spostate dal centro urbano, che gli venga assegnato un altro terreno. Non ne possiamo più – – attacca la donna –. Nonostante le denunce alle forze dell’ordine e le segnalazioni all’amministrazione comunale, finora la nostra protesta è caduta nel vuoto. Il fatto è che il terreno si trova in un centro residenziale urbano, e ancor peggio, la mia camera da letto, compresa di balcone, confina con il terreno, e le distanze sono ridotte a circa 10, 15 metri.Il grosso gruppo elettrogeno che serve per l’alimentazione elettrica, oltre a fare rumore, produce un odore nauseabondo di gas combusti che entra nella camera da letto per diffondersi in tutta la casa. Quando poi viene acceso il Tagatà il rumore diventa insopportabile: i grossi pistoni idro-pneumatici che alimentano il sistema sono rumorosissimi, senza considerare le urla e le grida della gente che sale e che si protrae fino all’una di notte. Siamo costretti a restare con le porte chiuse, ma il rumore si sente comunque. Non è più possibile riposare. Io lavoro fino a tarda sera e il mio compagno si alza per lavoro tutti i giorni alle 4.30. Siamo esaperati». (t.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
