La Nuova Sardegna

Nuoro

Per salvare il carcere grande solidarietà da tutto il territorio

di Tito Giuseppe Tola

Macomer, mobilitazione con amministratori e sindacati Il sindaco: speravamo in un sostegno, ma lo Stato arretra

3 MINUTI DI LETTURA





MACOMER. La mobilitazione in difesa del carcere di Macomer supera il Marghine e coinvolge altre amministrazioni della provincia di Nuoro. Alla manifestazione che ha coinvolto tutti i consigli comunali della zona, in rappresentanza del sindaco c’era anche l’assessore ai Lavori pubblici del capoluogo barbaricino, Francesco Guccini, amministratori provinciali e rappresentanti di altri comuni del Nuorese. Di fronte al carcere di Bonu Trau ieri mattina c’erano tantissime persone e non solo amministratori e consiglieri comunali. Per quanto la data della manifestazione sia stata fissata nella settimana di Ferragosto e benchè l’ora e la giornata particolarmente calda e afosa non invogliassero a uscire per strada a manifestare, all’iniziativa promossa dal sindaco di Macomer, Antonio Succu, hanno aderito in tanti. Sotto il sole c’erano gli agenti di polizia penitenziaria e le loro famiglie, sindacalisti, lavoratori che la crisi ha lasciato per strada e soprattutto la gente di Macomer la quale sa che chiudendo il carcere si perderanno altri posti di lavoro e altre risorse. Il carcere che chiude è l’immagine dello Stato che smantella la sua presenza e abbandona un territorio in profonda crisi nel quale, come ha detto il segretario provinciale della Cgil, Salvatore Pinna, fa cassa cancellando servizi e spremendo quanto è ancora possibile da un limone già del tutto spremuto. Il sindaco, Antonio Succu, ha richiamato l’attenzione sulla grave situazione di sofferenza nella quale si dibatte il Marghine e ha spiegato che di fronte alla necessità di mobilitarsi e alzare la testa per difendere quel poco che è rimasto, non si guarda alle ferie o ai giorni di festa. «Con la crisi economica – ha detto – ci aspettavamo risposte diverse dallo Stato, che invece arretra. Nel carcere sono stati fatti investimenti consistenti che l’amministrazione penitenziaria sta ancora pagando. Dopo l'incontro dei parlamentari col ministro della Giustizia si è aperto uno spiraglio, ma non abbiamo ancora certezze». Il presidente dell’Unione dei Comuni, Salvatore Ghisu, ha detto che con la vertenza carcere riparte la mobilitazione del territorio a sostegno di una vertenza che tocca molti altri problemi. Francesco Guccini ha detto che il Nuorese è mobilitato per difendere l’arretramento dello Stato in un territorio che si impoverisce e si spopola. L’argomento è stato affrontato ieri anche dalla Giunta provinciale. L’assessore Tore Cossu ha detto che in alcuni paesi della zona stanno per chiudere anche gli sportelli bancari e quel poco che è rimasto della scuola. Il segretario generale della Cisl di Nuoro, Michele Fele, ha sostenuto la necessità che i parlamentari sardi abbandonino gli interessi di schieramento per difendere, come accade in Sicilia, quegli delle popolazioni che li hanno eletti. Maria Grazia Calligaris, presidente dell’associazione “Socialismo, diritti e riforme”, è intervenuta ricordando che la sua associazione è scesa in campo da subito per difendere le carceri di Macomer e Iglesias. «Strutture come Bancali e Massama – ha detto – disumanizzano la pena. Chiudere queste carceri è un atto ingiusto e non economico che appesantisce le finanze dei comuni. Un carcere non può essere riciclato e trasformato in un asilo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative