Carcere di Badu ’e Carros, sindacati in agitazione
Attacco frontale di quattro organizzazioni alla direzione del penitenziario «Si occupa prevalentemente del benessere dei detenuti e trascura i poliziotti»
NUORO. «L’atteggiamento di questo direttore non è più tollerabile»: partono all’attacco, i sindacati Osapp, Sinappe, Ugl pp e Cgil. Tutti contro la direzione del carcere di Badu ’e Carros. Tanto chiedere l’immediato avvicendamento della dottoressa Carla Ciavarella, da oltre un anno alla guida del penitenziario nuorese. «Questa direttrice – aggiungono i sindacati –, non solo non sa relazionarsi con chi rappresenta i lavoratori, ma addirittura non ne riconosce i ruoli. Siamo veramente delusi ed offesi». Secondo i sindacati il carcere nuorese merita un direttore « che accetti il confronto con chi rappresenta le istanze dei lavoratori e ne tuteli l’incolumità».
«Oggi questo non accade nel carcere di Badu ’e Carros, che, ricordiamo, ospita circa 100 detenuti inseriti in un circuito di As, Alta sicurezza, di alta taratura criminale, giusto per intenderci, sui circa 170 detenuti presenti in tutto l’istituto. Tant’è che fatti recenti, peraltro segnalati da una sigla sindacale, ne sono la conferma, dove a termine di una rappresentazione teatrale della “Compagnia stabile assai” tenutasi a giugno, la direttrice dottoressa Ciavarella, durante un pausa autorizzava un detenuto inserito nel circuito As a consumare il rinfresco nel locale spaccio agenti, mentre, ci viene riferito che per i poliziotti penitenziari, quel locale a loro destinato, risultasse chiuso». «Siamo stanchi – insistono i sindacati – di vedere una dirigenza che si occupa prevalentemente del benessere detenuti trascurando il disagio causato dagli effetti della legge di stabilità: blocco dei contratti, avanzamento di gradi e assegni di funzione a solo 1300 euro circa al mese». «Fatti recenti avevano addirittura costretto le scriventi organizzazioni sindacali, a manifestare il proprio disappunto, interrompendo le relazioni sindacali ed annunciando lo stato di agitazione per la mancata e non corretta attuazione degli accordi sottoscritti, in questo istituto».
«Emergenza rientrata grazie all’intervento dei superiori uffici (provveditore) e non per volontà della stessa direzione, che sembrerebbe non interessata a ricucire lo strappo con i sindacati poiché finora non ci è stata fatta pervenire nessuna comunicazione, né ufficiale né ufficiosa, di apprezzamento, in merito al documento inviato in data 1 agosto – chiudono infine le sigle sindacali firmatarie –, dove a seguito della rientrata controversia si ripristinavano le trattative con la direzione, sospendendo lo stato di agitazione».
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