L’Isre: dalla giunta Pigliaru un voltafaccia inaspettato
Il presidente Bruno Murgia risponde all’assessore alla Cultura Claudia Firino «Appena due mesi fa la Regione aveva espresso un giudizio positivo sull’istituto»
NUORO. «Né tagli né alcuna decisione punitiva da parte di questo assessorato o della giunta regionale», è stata la replica a tamburo battente dell’assessore alla Cultura Claudia Firino alle lamentele di Bruno Murgia, presidente dell’Isre, che si ritrova a fare i conti del bilancio 2014 con due milioni in meno. «Le difficoltà non possono essere imputate a un “imprevedibile taglio” delle risorse regionali. È mancata invece la programmazione – è stato l’affondo della Firino – col conseguente impegno di spesa, che avrebbe garantito la piena riconferma del finanziamento». Insomma, l’errore è vostro che non avete saputo programmare nonostante i soldi che la Regione vi aveva assegnato.
La replica di Murgia non si è fatta attendere, anche se il tono sembra ispirato a un desiderio di chiarimento con la giunta Pigliaru piuttosto che alla contrapposizione. «Sono convinto – scrive – che da parte dell'assessorato e della giunta attuale non ci sia stato alcun atteggiamento punitivo nei confronti dell'istituto. D'altra parte la stessa giunta ha espresso un giudizio largamente positivo sull'attività svolta nel 2013, come risulta dalla delibera della giunta del 25 giugno 2014».
I tagli di Cappellacci. Quanto all’accusa sulla scarsa capacità “programmatoria”, il presidente risponde così: «Sul contributo ordinario per il 2013 l'Isre ha subìto una decurtazione di un milione di euro (circa il 30% in meno rispetto al 2012), che ha messo l'istituto nelle condizioni di non poter programmare alcuna attività. Il consiglio regionale con la legge 26 luglio 2013, n.8, ha riattribuito all'Isre la cifra decurtata di un milione di euro ripristinando in sostanza il contributo del 2012». Murgia evidenzia così come i primi tagli al bilancio dell’ente comincino in realtà con la giunta Cappellacci, nonostante un ripensamento a metà 2013 (l’ex deputato del Pdl è in carica dal maggio dello stesso anno). E ancora: «Circa i trasferimenti delle risorse relative ai contributi, al 31 dicembre 2013 è stato disposto il pagamento di complessivi euro 1.792.506,64: poco più del 50% del contributo assegnato. Del milione di euro ripristinato sono stati di nuovo decurtati 500.000,00 euro in conseguenza delle restrizioni del patto di stabilità». In sostanza, sostiene Murgia, c’è stato un continuo balletto delle cifre, tale da bloccare ogni attività di programmazione.
Paralisi amministrativa. Ma soprattutto, conclude il presidente Murgia, «per buona parte del 2013 l'Isre è rimasto senza organi di governo: fino a maggio senza consiglio d'amministrazione, che appena insediato ha nominato il comitato tecnico scientifico, cui spetta la programmazione delle attività dell'ente; fino a settembre senza revisori dei conti, ciò che ha determinato l'impossibilità di approvare il conto consuntivo del 2012 nei tempi ordinari. Di fatto l'ente ha potuto governare le risorse del bilancio 2013 quando l'anno era pressoché finito». In effetti il predecessore di Murgia, Salvatore Liori, è rimasto in carica sino al 31 dicembre 2012 e l’ente non ha avuto un presidente per cinque mesi. La nomina di Murgia da parte della giunta Cappellacci è del 20 maggio 2013, poco dopo le elezioni politiche nelle quali l’esponente del Pdl non era stato rieletto alla Camera. E lo stesso 20 maggio il neo presidente firmava il bilancio di previsione 2013 predisposto dal direttore generale dell’Isre Paolo Piquereddu.
Difensori dell’identità. Sul caso Isre intanto il centrodestra nuorese fa quadrato attorno al presidente Murgia. Luigi Crisponi, consigliere regionale nelle fila dei Riformatori, preannuncia un’interrogazione. «Trovo sconcertanti le dichiarazioni dell’assessore. Firino, con una serie di valutazioni di stampo burocratico, mostra di non avere a cuore le sorti dell’Istituto regionale etnografico e della cultura nuorese in generale. Lo ha gia fatto riguardo al Museo Nivola e ora ripete la tiritera per il più importante presidio della cultura e dell’identità regionale».
Il concetto di identità torna, sia pure con meno enfasi di Crisponi, nelle dichiarazioni di Pietro Pittalis, presidente del gruppo di Forza Italia in consiglio regionale. «Senza voler entrare in polemica, riteniamo che quando si parla di un settore come la cultura, che è di cruciale importanza per Nuoro e il suo territorio, si debba uscire dai tecnicismi e da calcoli ragionieristici di stampo liquidatorio, che rischiano di soffocare realtà consolidate come l'Isre», scrive Pittalis, che ha sempre avuto a cuore le sorti dell’istituto nuorese. «Poiché le idee e le iniziative non mancano – continua – si trovino le soluzioni per salvaguardare e rilanciare il primo embrione di un nuovo modello Sardegna, fondato su cultura, identità, turismo e tradizione».
Su un altro registro la dichiarazione di Emilio Usula, consigliere regionale dei Rossomori, che preannuncia a sua volta un’interrogazione. «Senza voler entrare in merito alla contrapposizione tra Isre e assessorato alla Cultura – dice Usula – credo che sia necessario fare il possibile perché Nuoro non perda un pilastro della propria cultura qual è l’Isre».
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