Sparatoria nella notte contro il Sunday Bar
La vetrata esterna del locale è stata centrata da otto colpi di pistola Le telecamere hanno ripreso un commando di quattro persone
Ha atteso che, alle 4,15 circa della notte fra martedì e ieri, l’ultimo dipendente impegnato nella pulizia del Sunday Lounge Bar, che doveva riaprire dopo tre ore, andasse via e chiudesse il locale pubblico: dopo circa dieci minuti, nel pressoché deserto, ma centralissimo viale monsignor Virgilio, all’altezza del numero 12, accompagnato da altre due o tre persone, anche loro con il viso travisato, ha esploso da pochi metri di distanza otto colpi di pistola calibro 7,65 contro la vetrata esterna del bar, che tiene i tavolini esterni nel largo marciapiede. La vetrata non è andata in mille pezzi perché è antisfondamento, ma è rimasta la “rosata”. Il Sunday Lounge Bar è gestito da un anno da Carlo Pinna, 30 anni, di Tortolì.
A dare l’allarme è stato un vicino che ha sentito chiaramente il colpi d’arma da fuoco. Sul posto sono prontamente intervenuti i carabinieri della stazione, al comando del maresciallo Marcello Cangelosi, che hanno subito recuperato i bossoli degli otto colpi di pistola esplosi. Nella mattinata hanno anche esaminato i filmati di alcune telecamere comunali e di esercizi pubblici della zona. E da una di queste è emerso che il commando era formato da tre-quattro persone, tutte con il viso travisato da passamontagna e caschi, e che a sparare è stato uno solo. Subito dopo il commando è scappato a piedi in una via laterale del viale principale di Tortolì. I militari dell’Arma hanno interrogato sia Pinna che i dipendenti del bar che è stato teatro dell’atto intimidatorio. Il gestore non avrebbe subito alcuna minaccia in precedenza. Resta da capire il movente che ha portato il pistolero della notte a svuotare il caricatore da sette colpi, più quello che aveva in canna, della pistola calibro 7,65 contro la vetrata del bar, che è sempre molto frequentato, soprattutto da giovani. Grazie anche alla musica con cui il Sunday Lounge Bar intrattiene la sua clientela. La notizia dell’atto intimidatorio ha subito fatto il giro della cittadina, dove tutti conoscono il gestore del bar, Carlo Pinna, e la sua famiglia, composta da persone serie, oneste e lavoratrici.
Considerato che i carabineri guidati dal maresciallo Cangelosi hanno delle immagini su cui lavorare, non è escluso che possano anche esservi degli sviluppi in tempi stretti.
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