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Usala riconfermato presidente

Jerzu, vittoria al fotofinish per il cda della Cantina sociale antichi poderi

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JERZU. La sfida sotto la torre vinaria della Cantina sociale antichi poderi di Jerzu, finisce 5 a 4 per la lista del presidente uscente, Marcello Usala. Un testa a testa proseguito oltre la mezzanotte di domenica 20 luglio, ma che alla fine ha sancito la vittoria di Usala e soci. Entrano con lui anche Antonello Corda, Giovanni Depau, Raffaele Piroddi e Paolo Serra. La compagine antagonista di Marco Piroddi, in assoluto il più votato, piazza in consiglio Maria Lina Cerina, Antonio Deiana e Damiano Contu. Nessun seggio per la terza lista proposta da Manfredi Mura. Dal nuovo Cda, convocato mercoledì scorso, regolarmente eletto grazie alle preferenze espresse dai soci, son venute fuori le cariche di vertice: Marcello Usala presidente e Raffaele Piroddi come vice: «Abbiamo vinto – è il commento stringato del numero uno –. Ora il mio pensiero va al tanto lavoro che c’è da fare: una vendemmia che si preannuncia interessante, con una produzione forse inferiore all’anno precedente, ma qualitativamente eccellente; un discorso di investimento tecnologico da portare avanti, con impianti di vinificazione di ultima generazione, secondo un grande progetto condiviso dall’intero corpo sociale e sul quale il Cda precedente ha lavorato per due anni; nuovi contratti con i clienti esteri, grazie anche alle certificazioni internazionali che si sono rivelate fondamentali; i risultati dei primi mesi dell’anno confermano la bontà delle scelte fatte, con incrementi di fatturato davvero interessanti». La minoranza guidata da Marco Piroddi non rimane di certo a guardare. E se da un lato annuncia battaglia per via legale contro la rielezione del presidente dopo tre mandati, dall’altro rivendica il ruolo forte assegnatogli dal risultato elettorale: «Una vittoria al fotofinish – sostiene Piroddi – e un equilibrio pressoché totale. Chi pensava di far di noi un sol boccone, di certo ha sbagliato. Aspettavamo un segnale di apertura nella scelta delle cariche. Così non è stato. Ma non abbasseremo la guardia. Faremo le cose giuste per il bene della Cantina, convinti che il tempo di darà ragione». (c.c.)

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