Simone Camilli e i tenores Mialinu Pira
Il giovane fotoreporter morto a Gaza aveva realizzato un documentario sul coro di Bitti
BITTI. Quella sera, il 10 Dicembre 2009 era lui, Simone Camilli, il responsabile delle riprese video del concerto che i Tenores di Bitti "Mialinu Pira" tennero nella Basilica della Natività di Betlemme; l'appuntamento che quell'anno chiudeva il Festival delle Arti e dei Mestieri Antichi della Tradizione Italiana. Simone, il fotoreporter scomparso nei giorni scorsi a Gaza, non aveva però atteso la sera della performance canora per conoscere più a fondo l'antico canto dei pastori. E quale luogo fu più adatto della "Piazza della Mangiatoia", di fronte al Bethlehem Peace Center, per stabilire il contatto, far nascere un'amicizia che si è protratta e consolidata negli anni. Mosso da genuina curiosità e interesse, già dalle prime ore del mattino, con il suo cameraman era tutto infervorato per non perdere neanche la minima inquadratura e sequenza dei Tenores che intonavano i canti in una delle piazze più celebrate della Cristianità. Tutto destava il suo interesse. Dall'intonazione e timbrica di ogni singolo componente del cuncordu, ai particolari del costume indossato dai cantori di Bitti; le sue origini misteriose e, aspetto tipico del ricercatore puro, la caratterizzazione antropologica e l'influenza della terra di origine sulle timbriche del canto. Quattro giorni interessantissimi, di riprese e chiaccherate, che avvenivano anche durante gli spostamenti "on the border", da un settore all'altro, tra Betlemme e Gerusalemme. Simone in quei giorni lavorava ad un documentario scientifico sugli aspetti etnografici delle popolazioni di quei territori e per il gruppo era un ulteriore, prezioso supporto culturale. Durante un improvviso "fuori programma", un canto a Tenore intonato nella Chiesa di Tutte le Nazioni, nell'Orto degli Ulivi, Simone con le immagini riuscì a catturare la magia di quel momento inatteso, irripetibile. «L'ultima volta che l'ho sentito è stato lo scorso inverno – ricorda commosso Omar Bandinu, su bassu dei "Mialinu Pira. Simone aveva promesso di spedirmi l'integrale delle riprese del nostro concerto alla Basilica. Non c'è riuscito purtroppo; credo per i numerosi e improvvisi spostamenti in Medio Oriente, e non solo. Ho appreso della sua morte a Gaza e sono riemersi, come dei flash back, i bei ricordi delle giornate trascorse assieme in Terra Santa, con gli amici della Cooperazione Internazionale nei Territori Palestinesi. Dopo il concerto –ha ricordato ancora Bandinu– mi disse di essere affascinato dall'originalità del nostro canto, dal suo forte magnetismo; a dire il vero fu sorpreso dal fatto di averlo scoperto soltanto in Medio Oriente e non già in Italia. Mi colpirono molto i suoi racconti come reporter di guerra. Tanti, nonostante la sua giovane età».
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