La Nuova Sardegna

Nuoro

Fotogrammi liberati, riflettori sulla città

di Luciano Piras

Ambiente, nuova emigrazione e inclusione: mini rassegna di documentari nel giardino della Satta

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NUORO. L’idea alla base del film è una sola domanda: Nuoro è una città aperta? Interrogativo complesso e articolato: Nuoro è una città a misura d’uomo, è capace di dare risposte ai suoi abitanti, soprattutto a chi vive nelle periferie e alle categorie più deboli, bambini, disabili, anziani, immigrati? Ne parlano Jolanda Demontis, Cheick Tidiane Diagne, Ica Faedda, Bernardino Mangia, Pasqualina Mattana, Elisa Medde, Albino Mele, Pietro Moledda e Anna Maria Mura, protagonisti di un documentario firmato dai registi Antonio Sanna e Umberto Siotto, “Nuoro: città aperta?”, appunto.

Un film realizzato nel 2006 ma che viene presentato al pubblico soltanto ora, in una mini rassegna di tre appuntamenti, “Fotogrammi liberati”, da questa sera a mercoledì nel giardino della sezione Sarda della biblioteca Satta (piazza Asproni, ingresso libero, sempre dalle ore 21). Tre proiezioni proposte dal regista nuorese Antonio Sanna con la collaborazione del Consorzio per la pubblica lettura Satta.

Apre gli appuntamenti “Oil, secondo tempo” di Massimiliano Mazzotta, interventi dell’autore e di Antonello Zanda (saranno presenti anche il sindaco di Nuoro Sandro Bianchi e l’assessore alla Cultura Leonardo Moro), un documentario poco noto ma alquanto interessante, girato tra il 2009 e il 2011 a Sarroch, Cagliari, Augusta, Melilli, Priolo, Milano, New York e Roma. Un film-inchiesta di settanta minuti sull’oro nero dei Moratti, sulla morte e sull’inquinamento intorno al polo petrolchimico della Saras. Viaggio inquietante in una storia scomoda quanto sconvolgente e già al centro di una contesa approdata nel tribunale civile di Cagliari.

Domani sera, invece, sarà il turno di un progetto di format-documentario, “Hope. Le nuove migrazioni”, di Gianluca Vassallo e Alex Kroke. Un’indagine sulla nuova emigrazione, sulle ragioni che hanno spinto migliaia di “migranti del sapere” a stabilirsi a New York, realizzata attraverso le voci di chi l’Oceano l’ha attraversato per stabilirsi nella Città delle Opportunità. Un film di settantacinque minuti per raccontare le esperienze di sardi nella Grande Mela, una migrazione nuova, fatta non più di braccia, ma di intelligenze alla ricerca di una possibilità in più per vedere affermate le proprie capacità. Un modo per leggere il presente dell’isola con il distacco necessario, attraverso un linguaggio originale, crossmediale, tra cinema di documentazione, videoarte e reportage fotografico.

A chiudere il calendario “Fotogrammi liberati”, mercoledì sera, saranno invece i quaranta minuti di filmato “Nuoro: città aperta?”. Una produzione Arkaosfilm per il Comune di Nuoro, assessorato ai Servizi sociali e alle politiche per l’inclusione (quando assessore era Graziano Pintori), con il coordinamento di Rosa Canu, Nina Catte e Silvana Mura, dirigente Maria Lucia Malandrino, con il montaggio di Angelo Melis. Una prima dopo otto anni di silenzio, visto che il documentario è del 2006, ma sempre di estrema attualità. Tanto da offrire un’occasione di dibattito anche in vista elle prossime elezioni amministrative. Da qui l’invito del regista Antonio Sanna «a tutti coloro che intendono presentarsi alle primarie e comunque alla guida della città».

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