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San teodoro

I fedeli: «Noi siamo col parroco»

«La mamma non è stata cacciata, ma doveva rispettare la chiesa»

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SAN TEODORO. «Don Mauro ha fatto quello che doveva fare, ma non ha cacciato la mamma, così come nessuno di noi voleva accusare la donna. Il nostro applauso è stato solo un gesto liberatorio, perché la messa fino a quel momento si era svolta in un clima un po’ complicato, ed evidentemente il rumore del bambino era diventato troppo, tanto da costringere il parroco a intervenire. Nessuno dei bambini, ci mancherebbe, ha colpe, ma forse noi genitori, a volte, dovremmo essere più attenti, anche al rispetto dei luoghi».

Il giorno dopo la segnalazione della mamma nuorese che ha raccontato di essere stata allontanata dalla chiesa di San Teodoro «perché il parroco riteneva che mio figlio stesse disturbando la messa», a San Teodoro il dibattito sulla vicenda è vivo e acceso.

Trillano i telefoni del giornale, piovono i commenti su internet, la comunità parrocchiale si raccoglie intorno al sacerdote, e i fedeli presenti alla messa “incriminata”, fanno fronte comune per difendere il loro parroco e soprattutto per spiegarne le ragioni.

Ma lanciano, allo stesso tempo, anche un messaggio di pace verso la mamma nuorese che si è sentita offesa e umiliata dalle parole del sacerdote.

«Nessuno voleva offenderla – dice Pasquale Addis, tempiese, genitore anche lui, e uno dei presenti domenica scorsa alla messa delle 11 a San Teodoro – davvero se la signora ha avvertito questo, ce ne dispiace anche perché l’episodio ha comunque turbato tutti e nessuno avrebbe voluto che finisse così. Il fatto è che quel giorno don Mauro aveva già provato diverse volte a creare un clima appropriato alla celebrazione, poi, quando il rumore è proseguito e la mamma di uno dei bambini non interveniva, allora il parroco è stato costretto a dirle di allontanarsi per tranquillizzare il bambino. Ma non la voleva affatto cacciare. Ed è rimasto turbato lui stesso, tanto che alla fine della messa ne ha continuato a parlare».

Per la giovane mamma nuorese, invece, proprio il volerne ritornare a parlare è stato un ennesimo momento di umiliazione, che le ha provocato dolore e rabbia.

«Mio figlio non stava facendo nulla da meritare comunque quelle parole così dure, un sacerdote non si dovrebbe mai comportare così» ha ribadito sin dal primo istante.

Mentre ieri mattina, ha spiegato che ha deciso «di rendere pubblica la vicenda, perché non voglio che a nessuna madre capiti ciò che è successo a me» e che si sarebbe aspettata «le scuse del parroco».

Ma i fedeli presenti alla messa di domenica scorsa a San Teodoro, adesso, vogliono comunque lanciarle un messaggio di pace.

«Piacerebbe sia a me, ma sono convinto anche altri presenti – dice ancora Pasquale Addis – che la signora torni a messa e che tutto si concluda con un sorriso e una stretta di mano, e tutti ci auguriamo che la cosa si risolva in modo sereno e pacifico». (v.g.)

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