La Nuova Sardegna

Nuoro

Il flop dei saldi estivi «Vendite in calo per crisi e maltempo»

di Tito Giuseppe Tola
Il flop dei saldi estivi «Vendite in calo per crisi e maltempo»

Macomer, l’allarme dell’Ascom Confcommercio «Gli 80 euro di Renzi sono serviti per pagare le tasse»

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MACOMER. Il primo mese di saldi estivi rispecchia anche a Macomer l’andamento regionale e della provincia di Nuoro: vendite insoddisfacenti con un calo medio superiore al 4 per cento rispetto alle vendite dell’anno precedente. Il dato, poco entusiasmante, emerge da un’indagine dell’Ascom Confcommercio che dà la dimensione della contrazione dei consumi che si è fatta sentire anche a Macomer con ripercussioni pesanti e la cessazione di diverse attività. «Dall’indagine condotta dall’associazione a livello regionale – spiega Roberto Melis, presidente dell’Asscom di Macomer e Marghine –, emerge che la spesa media per famiglia nell’Isola si attesta sui 206 euro e 88 euro per persona: il 41,40% sino a 50 euro e il 39,90% tra i 50 e i 100 euro. Solo il 12,1% spende tra i 101 e i 200 euro, mentre sopra questa cifra la percentuale si dimezza sino al 6,6%. Il dato rispecchia l’andamento dei saldi a Macomer dove, anche se di poco, le cose sono andate peggio. Sentendo gli operatori, la maggior parte si è detta poco soddisfatta e delusa dall’andamento della stagione».

All’esito sfavorevole dei saldi hanno contribuito una serie di fattori. Le condizioni nelle quali sono partite le svendite erano sfavorevoli per il persistere della crisi economica e per la conseguente bassa propensione agli acquisti. «A questo – prosegue Roberto Melis – occorre aggiungere la situazione climatica incerta che in qualche modo ha inciso sugli acquisti. Non bisogna dimenticare che fino ai primi di luglio a Macomer si usciva col giubbotto invernale. I giorni di caldo estivo si possono contare. Luglio non è stato un mese da estate piena e lo stesso andamento si riscontra ad agosto».

Ma a incidere pesantemente sui saldi è soprattutto la crisi. Dopo la fiammata iniziale le vendite si sono affievolite fino a entrare in stagnazione. Ai primi di agosto non era difficile notare negozi desolatamente vuoti in pieno centro. «Non dimentichiamo che i saldi sono stati preceduti da tutta una serie di adempimenti fiscali e tributari che hanno svuotato le tasche delle famiglie – dice Roberto Melis –, a settembre è attesa un’altra mazzata che non invoglia a spendere. La gente ha pochi soldi in tasca perché non c’è più il lavoro che garantiva stipendi. Il bonus di 80 euro del Governo a Macomer non l’hanno visto in molti e non è finito negli acquisti, ma è servito per tasse e scadenze».

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