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Nuoro

l’anniversario

Quell’incendio che incenerì il Monte e uccise un pastore

di Antonio Bassu
Quell’incendio che incenerì il Monte e uccise un pastore

NUORO. Ricorre quest’anno il 43° anniversario dell’immane incendio sul Monte Ortobene. Un avvenimento doloso, partì da cinque punti diversi, che è costato la vita al pastore Francesco Catgiu, e al...

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NUORO. Ricorre quest’anno il 43° anniversario dell’immane incendio sul Monte Ortobene. Un avvenimento doloso, partì da cinque punti diversi, che è costato la vita al pastore Francesco Catgiu, e al gregge di capre che allevava. Oltre all’incenerimento di diverse centinaia di ettari di bosco. Il fuoco, alimentato da un forte vento caldo, è corso, tra gli alberi di leccio e le querce, distruggendo ogni cosa, in uno scenario di morte. Soprattutto nelle zone della Solitudine, Milianu, Solotti e Farcana. Molti gli ettari inceneriti insieme ai danni calcolati in diverse centinaia di milioni di lire, per la sola ricostituzione vegetale del tappeto verde. Fu una tragedia impressionante, che penalizzò concretamente lo sviluppo vegetale della montagna, ferita nelle zone vitali del tappeto arboreo, in fase di crescita.

Fu l’occasione per mobilitare le forze di polizia, dei vigili del fuoco, della forestale, insieme a un gran parte dell’opinione pubblica, che corse in forze a dar man forte agli uomini impegnati a domare le fiamme.

L’amministrazione comunale, coinvolta in prima persona, proclamò addirittura il lutto cittadino, e per l’occasione decretò l’interruzione di una parte dei festeggiamenti della settantunesima Sagra del Redentore. Al termine, il bilancio fu di costernazione e di tristezza per i danni subiti. Nonostante la presenza in prima linea di tutto il personale dell’ente e dell’ispettorato Forestale, supportato da centinaia di uomini delle forze dell’ordine e di volontari. Il bilancio dei feriti fu di 15 unità, oltre alla perdita del pastore Francesco Catgiu, impegnato nel tentativo di salvare il piccolo gregge di capre.

Si è trattato di un bilancio negativo, che scosse profondamente l’opinione pubblica e in particolare il sindaco Giuseppe Corrias, che visse quei giorni con grande preoccupazione. Cosa che colpì profondamente la sensibilità dell’artista nuorese Bastiano Tatti che, ispirato dai tragici eventi, scolpì un triste monumento, rappresentato da un uomo con le braccia alzate, invocante la propria disperazione. Alla disperata ricerca di un aiuto che non venne. Si tratta di una statua di legno che rappresenta il tragico momento dell’arrivo del fronte del fuoco, che tutto distrugge e incenerisce. Un’opera che l’artista vorrebbe ora realizzare in bronzo per donarla poi alla città.

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