Nuoro, fallita rapina con spari in tabaccheria
Un bandito armato di pistola e mascherato ha tentato di portare via l’incasso nella rivendita Piquereddu al Nuraghe
NUORO. Prima la minaccia con la pistola in pugno: «Dammi i soldi». Poi, di fronte al «no» irremovibile del tabaccaio, lo sparo. Ma alla fine il rapinatore che ieri sera ha fatto irruzione nella tabaccheria di Bobore Piquereddu, nel rione Nuraghe, ha dovuto desistere. Fuggendo a mani vuote. E prima che se la desse a gambe, contro di lui è stato lanciato un ferro da lavoro che ha colpito la vetrata dell’ingresso, mandandola in frantumi. Ad attenderlo fuori, a bordo di un’Alfa 147, c’era un complice. Auto ritrovata poco dopo dalla radiomobile dei carabinieri sulla strada per Orgosolo. Mentre le indagini sono condotte dalla squadra mobile della questura. Il fallito colpo al tabacchi di via Don Luigi Sturzo, è avvenuto poco prima delle 19, mentre all’interno del locale c’era una cliente e, nella stanza attigua, un parente del titolare, intento a fare dei lavori per piazzare le telecamere di videosorveglianza nell’attività, trasferita da un mesetto in quella via.
Manca circa un quarto d’ora alle 19, quando il rapinatore, pistola di piccolo calibro in pugno e volto coperto con un cappuccio scuro, fa irruzione nella tabaccheria della zona periferica della città. Dietro il bancone c’è il proprietario. Con lui nel locale, anche suo nipote, Giuseppe Manca, gestore dell’esercizio commerciale, una cliente e il parente che fa i lavori. Il malvivente entra e grida: «Dammi i soldi». Tiene in mano la pistola, la punta contro i presenti. Ma la reazione del titolare è immediata, e non scontata. «Non ne ho, non teniamo soldi in cassa», gli risponde lapidario. «Tira fuori i soldi», urla ancora il rapinatore, brandendo la pistola. Ma la risposta è sempre la stessa. Lui, si agita, si innervosisce. E per intimidirli, si volta leggermente verso un lato e spara un colpo, quasi a dimostrare che non sta scherzando. Che in mano ha una pistola vera. Il proiettile colpisce la parte bassa della parete, quasi all’angolo, a pochi centimetri dall’estintore. Per terra, sul pavimento del locale, resta il bossolo.
Ma non c’è neanche il tempo per avere paura. Il gestore afferra un attrezzo da lavoro in ferro e glielo lancia contro. Colpisce la vetrata, che va in frantumi. Mentre al rapinatore non resta altro che voltare le spalle e fuggire. A mani vuote. Sale sull’Alfa 147 parcheggiata poco lontano, dove lo aspetta il suo complice. L’auto viene abbandonata sulla strada per Orgosolo.
Dalla tabaccheria parte l’allarme. In via Don Luigi Sturzo arrivano la Volante e gli agenti della squadra mobile della questura che danno il via alle indagini. Poco dopo, anche la Scientifica per i rilievi.
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